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Quella porta da cui si accede ai sotterranei del Cilento

Se siete in vacanza nel Cilento, se siete in vacanza da un’altra parte o anche se in vacanza non ci siete ancora, quest’avventura non potete proprio perdervela!

Situate nell’Alto Cilento e alle pendici degli Alburni, le Grotte di Castelcivita, ospitate nell’omonimo borgo, rappresentano uno tra i più lunghi complessi speleologici del Meridione.
Il sorprendente ipogeo di circa 4800 metri mostra, tra gallerie e cunicoli, gli effetti di un processo chimico millenario tramite il quale l’acqua ha eroso la roccia: il carsismo. Come uno sciame di fuochi d’artificio o una pioggia di stelle filanti, si rivelano agli occhi del visitatore le colonne, le stalattiti e le stalagmiti (dal greco antico «stalaktòs», gocciolante, e «stalagmòs», goccia), frutto del lento accumulo per stratificazione di carbonato di calcio rilasciato dalle acque sotterranee. Le stalattiti pendono dall’alto e hanno forme coniche o cilindriche, con lunghezze che variano dai pochi centimetri ai diversi metri, crescendo di circa 2 mm ogni dieci anni. Le stalagmiti, invece, si innalzano da terra, dal punto in cui insistentemente l’acqua, a gocce, cade dalla volta. Unendosi, queste due formazioni calcaree creano le colonne.

© Foto di Costantina Vincenzo

Dei quattro livelli di cavità sotterranee sovrapposti, il primo si apre a 94 metri sul livello del mare; il secondo è quello entro cui si snoda il tratto turistico; il terzo è un livello vadoso che in inverno si allaga; il quarto è totalmente allagato e accessibile solo agli speleosub. Negli anni ’70 il ritrovamento di fossili e utensili in pietra ha rivelato la presenza dell’uomo nelle grotte attorno ai trentamila o quarantamila anni fa; l’acqua, infatti, ha scavato le cavità circa 400.000 anni fa, defluendo poi nel letto del fiume Calore.

Miriadi di forme, scolpite da Madre Natura e reinterpretate dall’immaginazione dell’uomo, meravigliano il visitatore in scenografie sempre diverse: la Sala del Castello, quella del Coccodrillo, quella degli Ortaggi, la Pagoda e tante altre, evidenziate, letteralmente, dai colori che la roccia ha trattenuto, nei secoli, dai residui minerali contenuti nell’acqua.
Le Grotte di Castelcivita sono un viaggio orizzontale e verticale, nel tempo e nello spazio, che stuzzica la fantasia dei visitatori fino a far loro riportare alla luce immagini nascoste nella roccia e finora celate.

P.S.: Esperienza non particolarmente consigliata ai claustrofobici!

Si ringraziano per la collaborazione Rosario Madaio e il Forum dei Giovani di Castelcivita.

Immagine di copertina ripresa dal sito www.grottedicastelcivita.com.

© IL QUOTIDIANO ONLINE – 2021 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Rosa Elefante

Studentessa non ancora esaurita, idealista non ancora disillusa, sognatrice non ancora sveglia. Curerà la rubrica “Sentieri, Storie e Territori”

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