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Animali e cioccolato: morire per un dolce veleno

Perché l’ingestione del cioccolato rappresenta un rischio letale per gli animali

È risaputo che tra gli alimenti da non somministrare agli animali vi sono i dolciumi, ma al di là del problema metabolico legato agli zuccheri e ai grassi che contengono, il cioccolato ha un potenziale tossico che risiede nella sua composizione. Il cacao contiene alcaloidi metilxantinici, la famosa caffeina e la teobromina, che causano una sintomatologia da avvelenamento.

Ovviamente il contenuto di queste due sostanze può variare a seconda del tipo di cioccolato. Dunque, più la cioccolata è fondente, più è tossica perché maggiore è la percentuale di cacao contenuta e quindi di teobromina. Da prendere in considerazione è anche la taglia dell’animale. Più l’animale è di piccola taglia, minore sarà la quantità in grado di mettere a rischio la sua vita.

Ma non solo cani e gatti, sono particolarmente sensibili alla cioccolata tutti gli animali, soprattutto cavalli, topi e pappagalli. Anche se si prende in considerazione una DL 50  (dose letale 50) pari a 100-200 mg/Kg, già 20 mg/Kg di peso sono da considerarsi sufficienti affinché insorga la sintomatologia da avvelenamento. Tale tossicità nasce dal lento metabolismo dell’alcaloide, il quale, smaltito più lentamente rispetto a quanto accade nell’uomo, si accumula dando effetti più duraturi che si ripercuotono su diversi organi, sistema nervoso centrale e cardiocircolatorio in primis. L’avvelenamento può essere acuto, se la quantità pericolosa è assunta una sola volta, o cronico quando la sostanza, che per l’appunto si accumula, viene assunta in più giorni. Dopo diverse ore dall’ingestione, l’animale presenta ipereccitabilità, iperattività, tremori, vomito, diarrea, tachicardia, aritmia, aumento della sete e della minzione.

Non esiste antidoto e la terapia si basa sul sostegno delle funzioni del paziente che deve il più velocemente possibile eliminare il tossico.

È importante rivolgersi sempre al Medico Veterinario e non affidarsi al fai da te. La prognosi è favorevole se si supera la fase acuta.

È fondamentale, oltre il buon senso delle persone, non lasciare cioccolato alla portata degli animali. L’avvelenamento domestico da cioccolato è tra le cause di decesso più frequenti durante il periodo pasquale. Anche se contiene poco cacao o per nulla, come nel caso del cioccolato bianco, è comunque da evitarne la somministrazione per prevenire qualsiasi problema di salute.

© IL QUOTIDIANO ONLINE • 2022 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Pasqualina Santamaria

Vive da sempre in un paese della bassa Ciociaria. Cresciuta tra la natura e gli animali, con una spiccata empatia verso tutti gli esseri viventi, dopo il conseguimento della maturità al Liceo Linguistico “Marco Tullio Cicerone” a Formia, inizia gli studi presso il Dipartimento di Medicina Veterinaria all’Università degli Studi di Napoli Federico II, e, contestualmente, comincia a lavorare come commessa in un negozio per animali. Dopo anni di volontariato, nel 2015 è una dei soci fondatori di “Bastardi di Razza”, associazione impegnata nel recupero e nelle adozioni di cani e gatti abbandonati: essa mira sia a promuovere una cultura del rispetto sia a sensibilizzare sulle tematiche di prevenzione e di lotta al randagismo. Coniugare tutti gli impegni, spesso, non è semplice, ma la speranza di un futuro migliore è un motore potente che non fa arrendere. Curerà la rubrica “Anima(li) come noi”

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