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Conversazione con Claudio Cuomo, l’artista che sbagliando crea

«Il Caso e l’Errore sono i manifesti della mia Arte» – Claudio Cuomo, artista figurativo

Figure a grandezza reale di personaggi noti e non, autore di un Maradona, di un Eduardo, della poetessa Alda Merini e di un fotoreporter napoletano come Guido Giannini, Claudio Cuomo è un artista figurativo a tutto tondo: dal disegno alla pittura, sino alla scultura.

Claudio Cuomo s’interroga ogni giorno su cosa sia un artista e si definisce attualmente come uno che lavora molto con la dimensione artigianale: “Il mio pensiero dev’essere elaborato con le mie mani”.

Ha iniziato dipingendo e ha finito per abbracciare specialmente la cartapesta, oltre che la cattedra di Arte e Immagine alle scuole medie: tocchiamo con mano il percorso di un artista locale soprattutto perché uomo della propria terra partenopea.     

Noto che le tue opere sono itineranti, spesso compaiono e scompaiono come se seguissero il flusso dei tuoi pensieri e delle tue passioni. Ti definiresti artista freelance?

«L’idea di portare in giro i miei lavori nasce per caso e per errore. Io me lo vado quasi a cercare l’errore, perché è importantissimo per il processo creativo. Sono solito fotografare le mie sculture a grandezza d’uomo per rendere partecipi le persone che le osservano. Ed è bello anche annotare le loro reazioni. I miei lavori nascono da diverse ispirazioni, ma fotografandoli diventano tutti al centro di un momento performativo. Parliamo anche di teatro improvvisato nel momento in cui queste figure assumono un ruolo, vengono notate».

Come ci sei arrivato alle sculture in cartapesta?      

«Ho incominciato a sperimentare i materiali poveri all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Ed è così che si arriva alla cartapesta con l’aggiunta di strati di carta e colla».

Riesci a raggiungere un equilibrio nel dedicarti a tante forme d’arte simili, ma anche diverse tra loro?

«Tutto avviene in modo naturale, per caso. Io sono tra quelli che pensa che l’Arte si muova ancora su un corridoio magico, un corridoio che appartiene all’arte primitiva che era appunto un’arte magica. Mi ritengo un tramite, un medium».

Prima hai parlato anche di Errore, lo intendi come negazione del Caso?

«Da un’involontaria lavorazione di parti del corpo, ad esempio, mi è accaduto di fantasticare con nuove immagini. Così nacque, per esempio, il mio uomo con l’ombrello al vento. Questo si chiama errore, ma soprattutto abilità nel riconoscerlo, capirlo, analizzarlo. L’errore è anche quando si può constatare che senza un naufragio non ci sarebbero state “Le avventure di Robinson Crusoe».

Che associazione dai al materiale che usi di più, ovvero la cartapesta?

«Lo impiego realizzando statue di personaggi non solo e sempre famosi, anche per sottolineare che non esiste una differenza. Lavoro tantissimo sulla diversità come fonte di bellezza e di uguaglianza in fin dei conti. “La canaglia” è uno dei miei lavori che analizza meglio questo concetto. Si tratta di un branco di cani a grandezza reale. Sono sia cani di razza che meticci, tutti con diversa taglia ed “etnia”. La materia che li caratterizza, però, è la stessa, appunto. È importante scegliere il materiale, ma anche la modalità d’uso dal punto di vista cromatico».

Un messaggio semplice ma tanto efficace, che si fa sempre bene a ribadire: grazie Claudio per quello che fai, e so che continuerai!

«Grazie a te Christian per quest’opportunità!».  

Le foto ci sono state fornite dall’intervistato stesso, che ringraziamo anche per questo e gli auguriamo di non smarrire mai la fiducia magica in un’Arte spesso bistrattata perché gli stolti la ritengono inutile. Ma non Claudio Cuomo, che vive, immagina, sbaglia e sogna secondo natura.  

© IL QUOTIDIANO ONLINE • 2022 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Christian Liguori

Classe '97, studente laureando di “Archeologia e Storia dell'Arte” all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Dopo aver conseguito una laurea triennale in “Beni Culturali e Discipline delle Arti e dello Spettacolo” all’Università degli Studi di Salerno, e pubblicato “Paolo Barca e la frantumazione della logica cerebrale umana”, un saggio di cinema sul regista Mogherini, ha maturato esperienze in svariati campi: dalla pubblicazione di articoli per un blog e una redazione online, a quella di filmati su YouTube e pagine Facebook; dalla partecipazione come interprete in spettacoli teatrali e cortometraggi, all’attivismo associativo per la cultura e l’ambiente. Di recente anche conduttore web-televisivo (un tempo radiofonico), è da sempre specializzato in recensioni di film. Curerà la rubrica “Il Cinema secondo Liguori”

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