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Conversazione con Roberto Marangi, allestitore di sogni dentro realtà nascoste

«Le altalene del mio progetto ‘Borgo che dondola’ sono un(o) (s)lancio dal passato al futuro. È il mio sguardo in avanti delle cose» – Roberto Marangi

“Cisternino borgo che dondola” è un progetto messo in campo negli ultimi anni dall’allestitore Roberto Marangi per la sua cittadina, uno dei borghi più belli d’Italia in provincia di Brindisi: la pugliese Cisternino, candida perla della Valle d’Itria.

A due passi da Locorotondo, Martina Franca, Ostuni ed Alberobello, questo piccolo scrigno di arte e storia possedeva un’area nascosta, incontaminata rispetto alla presenza di esercizi commerciali disseminati in altre zone del suo piccolo centro.

La brillante idea di Roberto Marangi, allestitore del posto, è stata quella di gettar luce su quest’area defilata, offrendo il piacere di una scoperta autentica per mezzo di strutture d’impatto ludico ed artistico: sono state le altalene del “borgo che dondola” ancora oggi presenti a ridare luce ad una parte di Cisternino già bella prima, ora ancora di più.

Cosa fai nella vita?

«Faccio ideazione, progettazione di eventi. Mi occupo di direzione artistica, potremmo dire».

Sei dunque, il direttore artistico di Cisternino?

«Potrei dire che sono direttore artistico di me stesso. Nei miei lavori ci sono sempre io, c’è sempre un tocco personale, ma quello che faccio lo devo anche a tanti collaboratori. Ho fatto anche eventi di destagionalizzazione turistica con palchi, concerti, video-mapping, per esempio».

Grazie ai tuoi progetti Cisternino è cambiata o la si guarda sempre allo stesso modo? Sono aumentati i visitatori?

«Ho tantissime idee, non è facile concretizzarle tutte. “Borgo che dondola” non era mai stato fatto prima da nessuna parte. L’ho voluto fare per dimostrare personalmente che possediamo un’area nel centro storico che avevamo trascurato un po’ tutti. Con la scusa delle altalene e delle frasi, infatti, tra un selfie e un altro, uno sguardo, una foto, una visione, tanta gente in più potrà rendersi conto di scorci bellissimi che abbiamo in paese, scorci prima dimenticati».

Si vede che la tua mente è attenta al dettaglio…

«Il punto è che la gente ha visto un po’ come una sorta di luna park “Borgo che dondola”, ma in realtà è un progetto pieno di rimandi, per mezzo dei quali voglio trasmettere dei messaggi esistenziali. Poi, è tutto fatto a mano in questo progetto».

“Dove voi avete disegnato confini io disegno orizzonti”: è presente, tra le frasi, questa celebre massima della pittrice Frida Kahlo nel progetto. Cosa hai voluto trasmettere con questa nobile scelta?

«Ho visitato la sua casa in Messico. Grazie alla mia ragazza mi sono appassionato all’arte. Volevo far capire che in quella zona, dove prima abitanti e Comune avevano segnato un confine, io ho cercato di disegnare un orizzonte, un futuro».

Il tuo progetto connette le varie aree del tessuto urbano di Cisternino e chi le abita. È dunque, più che un progetto di valorizzazione turistica, un’idea di valorizzazione ambientale?

«Sì, è anche un modo per evitare il turismo del “vengo, mangio e me ne vado”, il turismo di massa».

Cosa auspichi per il futuro del tuo paese?

«Mi auguro che negozi d’arte e musica, come quelli di vinile, ad esempio, possano rappresentare in futuro una risorsa per la mia comunità».  

Hai una sede dove partorisci tutte queste belle cose?

«Quando mi chiedono dove sia la mia sede legale rispondo in mezzo alla strada. Nei miei progetti ci sto dentro, non solo al di sopra: lavoro anch’io a mano, tra la gente. I miei progetti sono io in mezzo alla comunità».

Roberto Marangi è un esempio di risorsa: gli facciamo i complimenti per tutto, augurandogli la concretizzazione della maggior parte delle sue idee.

Le fotografie ci sono state inviate dall’intervistato, che ringraziamo anche per questo motivo.

Ecco, infine, una clip alla scoperta di “Cisternino borgo che dondola”:

© IL QUOTIDIANO ONLINE • 2022 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Christian Liguori

Classe '97, studente laureando di “Archeologia e Storia dell'Arte” all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Dopo aver conseguito una laurea triennale in “Beni Culturali e Discipline delle Arti e dello Spettacolo” all’Università degli Studi di Salerno, e pubblicato “Paolo Barca e la frantumazione della logica cerebrale umana”, un saggio di cinema sul regista Mogherini, ha maturato esperienze in svariati campi: dalla pubblicazione di articoli per un blog e una redazione online, a quella di filmati su YouTube e pagine Facebook; dalla partecipazione come interprete in spettacoli teatrali e cortometraggi, all’attivismo associativo per la cultura e l’ambiente. Di recente anche conduttore web-televisivo (un tempo radiofonico), è da sempre specializzato in recensioni di film. Curerà la rubrica “Il Cinema secondo Liguori”

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