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Nocera – San Prisco: quando la fede incontra i giovani.

San Prisco, patrono, insegna ai giovani l’importanza di essere uniti e solidali.

“Prisco, primo Vescovo, ci invita a rimanere legati alla tradizione evangelica, per vivere con fiducia il presente, preparando così un futuro più accogliente, umano e cristiano”. Queste le parole di Mons.re Giuseppe Giudice vescovo della Diocesi Nocera – Sarno. In un tempo in cui tutto sembra essere perduto e frammentario, il messaggio che trapela dalle sue parole è un invito alla solidarietà e l’unione. Una “social catena”, per dirla alla maniera di Leopardi, che si basi sulla tradizione e la memoria non solo folkloristica, ma soprattutto religiosa ed evangelica. Il pubblico a cui si rivolge la Chiesa locale sono i giovani, le ultimissime generazioni, le stesse fiaccate da una pandemia che ha costretti ragazzi e ragazze della “generazione Z” a rinchiudersi non solo tra i muri delle abitazioni, ma soprattutto in loro stessi. Ecco dunque che la fede, intesa nel senso etimologico della parola, come fiducia, rappresenta un valido strumento di rinascita ed unione. Riprendere le tradizioni della propria terra è un dovere a cui solo i giovani possono mantener fede, con la grinta di sempre. Avere il mondo in tasca, viaggiare con un solo click è un arma a doppio taglio; se però nelle mani giuste diventa una risorsa inestimabile per un intera comunità. Il senso intrinseco di questa ricorrenza è quello di avvicinarci alle nostre radici culturali, riappropriandoci di quella dimensione a metà strada tra sacro e profano troppo spesso bistratta da un ipocrito provincialismo. Pochi giorni fa ci siamo lasciati questa data alle spalle, per il secondo anno di fila è mancata quella dimensione aggregativa tipica della nostra cultura e del nostro vivere la socialità, ciononostante resta salda l’identità di un’intera comunità nel volto del proprio patrono, San Prisco.

di Sergio Claudini

Classe 2000. Dopo aver conseguito la maturità classica al Liceo Classico “G. B. Vico” di Nocera Inferiore, nel 2019 si iscrive alla facoltà di “Scienze dei Beni Culturali”, indirizzo archeologico, all’Università degli Studi di Salerno. L’amore verso l’arte e la bellezza in generale, lo ha spinto fin dai banchi del liceo a coltivare diverse passioni, prime fra tutte la lettura, la scrittura e il teatro. Muove i primi passi nel campo dell’attivismo studentesco, entrando a far parte del collettivo “Nessun Esclus”. Inizia ad occuparsi dell’organizzazione di eventi per sensibilizzare sulla discriminazione di genere, ma anche manifestazioni studentesche e proteste ambientaliste, tra cui quelle organizzate da “Fridays For Future”. Un laboratorio che lo ha condotto verso nuove realtà associative, tra cui, l’associazione “Ridiamo vita al castello”. Coniuga gli impegni scolastici con quelli associativi, cavalcando l’onda di una crescente passione che tuttora lo alimenta e gli dà la grinta necessaria per indignarsi e provare a cambiare alcuni aspetti della realtà che lo circonda. Per lui, i sogni non vanno depositati sottochiave in un cassetto, anzi, devono essere realizzati. Curerà la rubrica “Noi siamo Tempesta: parola ai 2000”

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