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Vinthropology: quando la cultura passa per il vino

Un incontro di grande spessore culturale è quello avvenuto con Danell Nelson, presidente dell’associazione culturale Vinthropology. La nostra protagonista ha origini californiane ed è in Italia da più di otto anni perché ha deciso di seguire il suo cuore. È il caso di dirlo: gli uomini italiani sanno conquistare il cuore di tutte le donne del mondo. Sarà merito anche del nostro vino?

Danell, come nasce Vinthropology?

«Il nome “Vinthropology” è un ibrido tra le parole “Vino” e “Anthropology” perché la storia del vino è intimamente connessa con la storia umana ed anche l’esperienza del vino è uno strumento per capire meglio l’esperienza umana attraverso le facoltà percettive. Ecco, la nostra realtà cerca di contestualizzare l’esplorazione del vino attraverso temi d’arte e di cultura. Nasce, quindi, da una passione per l’arte in quanto ci sollazza facendoci sentire parte di qualcosa più grande di noi; da un amore per i sapori della vita e la voglia di assaporarne anche le più sottili espressioni di armonia trovate in natura; da un’ammirazione per la storia umana che insegna chi siamo e di cosa siamo capaci. Soprattutto, nasce da un desiderio di condividerle questa passione con altri amici e curiosi per creare connessioni che ci uniscano al mondo in cui viviamo».

Quando ha avuto inizio questo progetto?

«Siamo nati da poco, ad aprile di quest’anno, ma abbiamo tanta voglia di crescere e ampliare l’offerta artistica, culturale e enogastronomica in zona. Personalmente, sono ispirata da una citazione di Theodore Roosevelt: “Fai quello che puoi, con quello che hai, dove ti trovi. Così abbiamo iniziato con “La Guida Estetica alla Degustazione”, una guida divisa in tre parti per ogni fase della degustazione che propone spunti di riflessione su un approcio estetica alla valutazione di un vino. Da li abbiamo iniziato di organizzare eventi». 

A proposito di eventi, come ha risposto il pubblico?

«Il primo è stato un’esplorazione “al buio” con una degustazione alla cieca e una mostra d’arte di un’artista americana che utilizza una tecnica chiamata “Blind Contour Drawing”. (Anche gli ospiti hanno realizzato i loro proprio disegni “alla cieca”, sono stati stupendi!) Poi abbiamo fatto “Cinema Sotto le Stelle” con il film 8 1/2 di Federico Fellini abbinata ai vini laziali e piatti tradizionali di Roma, dove è  stato girato il film. L’ultimo evento si è tenuto presso presso l’Aviosuperficie del Sole a Pontecagnano con la proiezione del documentario “Gli Atlantici”, una mostra d’arte del Aeropittura, e un viaggio enogastronomico tra l’Italia e USA che racconta una storia d’immigrazione e condivisione d’idee. Oltre a questi eventi, organizziamo gite in cantine ed in altri posti che promuovono vino, arte e cultura. Per esempio, siamo stati coinvolti nel Wine Art Contest del MAVV Wine Art Museum a Portici nella ricerca di artisti internazionali».

L’associazione è in continua crescita e Danell, insieme al suo compagno Silvio, ha le idee chiare: stimolare i sensi attraverso il vino, il buon cibo e l’arte. In questo modo si creano momenti importanti di condivisione e di nuove conoscenze che fanno bene al cuore e all’anima. Ed anche al palato, perché no!

Per info sulle attività dell’associazione: www.vinthropology.com

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di Sergio Claudini

Classe 2000. Dopo aver conseguito la maturità classica al Liceo Classico “G. B. Vico” di Nocera Inferiore, nel 2019 si iscrive alla facoltà di “Scienze dei Beni Culturali”, indirizzo archeologico, all’Università degli Studi di Salerno. L’amore verso l’arte e la bellezza in generale, lo ha spinto fin dai banchi del liceo a coltivare diverse passioni, prime fra tutte la lettura, la scrittura e il teatro. Muove i primi passi nel campo dell’attivismo studentesco, entrando a far parte del collettivo “Nessun Esclus”. Inizia ad occuparsi dell’organizzazione di eventi per sensibilizzare sulla discriminazione di genere, ma anche manifestazioni studentesche e proteste ambientaliste, tra cui quelle organizzate da “Fridays For Future”. Un laboratorio che lo ha condotto verso nuove realtà associative, tra cui, l’associazione “Ridiamo vita al castello”. Coniuga gli impegni scolastici con quelli associativi, cavalcando l’onda di una crescente passione che tuttora lo alimenta e gli dà la grinta necessaria per indignarsi e provare a cambiare alcuni aspetti della realtà che lo circonda. Per lui, i sogni non vanno depositati sottochiave in un cassetto, anzi, devono essere realizzati. Curerà la rubrica “Noi siamo Tempesta: parola ai 2000”

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Claustrofobico continuamente in tensione. Dal bianco e nero al colore, dal film nel film al lungometraggio stesso.

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