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L’alba delle (stelle) morte viventi

Tra stelle-zombie e stelle-vampiro, ci sono stelle che proprio non vogliono saperne di morire e fanno di tutto pur di tornare in vita 

Come nei migliori film dell’orrore, anche negli angoli più reconditi del nostro Universo esistono stelle che dovrebbero essere già morte ma che quasi inspiegabilmente continuano ancora a brillare. Si tratta delle pulsar, le cosiddette stelle-zombie, ovvero stelle di neutroni formatesi da residui di esplosioni stellari. Le supernovae che le originano, invece di diventare sempre più flebili, si fanno improvvisamente più brillanti. Le pulsar sono oggetti super densi che possono ruotare molto velocemente, emettendo intensi fasci di radiazione di alta energia estremamente collimati. Esse mostrano, quasi come un ‘urlo’, un enigmatico segnale di emissione di raggi X. 

Esistono poi stelle che riescono a sopravvivere comportandosi da ‘vampiri succhia-sangue’. Queste stelle, di solito nane bianche, fanno in genere parte di un sistema binario, ovvero sono legate gravitazionalmente ad un’altra stella. Dopo essere ‘morte’ iniziano a succhiare ‘linfa vitale’ alla compagna per milioni di anni. Solitamente inglobano materiale dall’altra stella fino a quando non possono resistere alla loro stessa gravità e “rimbalzano” su loro stesse creando una nuova supernova. 

Un’uscita di scena esplosiva 

Gli antichi chiamavano supernovae stelle con una forte luminosità che apparivano in cielo laddove fino a poco prima sembrava non esserci nulla. In realtà le supernovae rappresentano nient’altro che la morte di stelle di massa molto grande che escono di scena generando un’esplosione catastrofica. Al contrario di stelle come il nostro Sole, che invece si spegneranno lentamente dopo una fase di gigante rossa, queste stelle sono capaci di espellere gli strati esterni a decine di migliaia di chilometri al secondo. La potenza dell’esplosione genera, oltre ad un’altissima luminosità, molti elementi chimici pesanti che vagano nello spazio e vengono ‘riciclati’ a formare altre stelle, pianeti e noi esseri umani. 

IPTF14hls: la stella che non vuole morire 

Un esempio di stella-zombie è la supernova IPTF14hls scoperta nel 2014 dai telescopi dell’osservatorio di Monte Palomar in California. Durante le osservazioni la sua luminosità ha iniziato a crescere, invece di ridursi, per diverse volte, dando quasi l’impressione di assistere ad ulteriori esplosioni. Gli astronomi hanno consultato anche gli archivi scoprendo che nella stessa porzione di cielo una supernova era già esplosa nel 1954. A quanto pare si tratta di una stella particolarmente instabile che secondo gli scienziati è capace di generare antimateria al suo interno a causa della grande massa e dell’alta temperatura. Il fatto che esplosioni del genere sono comuni nelle prime fasi dell’Universo infittisce il mistero. Quello che è certo è che questa curiosa stella sembra non volerne proprio sapere di morire.   

Cassiopea A • residuo di supernova

© IL QUOTIDIANO ONLINE 2021 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Marianna Fusco

Una mente scientifica e un'anima letteraria, affascinata da qualsiasi cosa abbia una storia da raccontare. Curerà la rubrica “Reticoli di Idee”

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