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Conversazione con Gaetano Trotta, il collezionista di bambole di Nocera Inferiore

“Mi piace ricreare cose nuove a partire da semplici pezzi esistenti. Mi fa stare bene”

Gaetano Trotta, collezionista, artista e ceramista.

Ceramista e collezionista di bambole di Nocera Inferiore, ne ha circa 400 e forse ne possiede più di tutti i bambini della città.

Tra le bambole, Gaetano Trotta ha anche esemplari di personaggi celebri, come Marilyn Monroe, icona del Cinema, e Frida Kahlo, icona dell’Arte: tuttavia, ama definirsi simpaticamente come Figlio di Barbie.

Una passione spesso derisa, se posseduta da parte di un uomo: smontiamo i pregiudizi, lasciamolo parlare, ne verrà fuori un amore per un mondo a parte, quel posto che, in fondo ed in modo diverso per ognuno, è dentro di noi. 

Quando sei rimasto per la prima volta affascinato dal magico mondo delle bambole?

«Osservando per la prima volta quelle delle mie sorelle. In tal modo, sono un po’ cresciuto con le Barbie, sono nato in mezzo alle bambole. Questa passione, crescendo, mi ha divorato letteralmente. Colleziono anche giocattoli da un bel po’ di tempo».

Quante ne hai esattamente?

«È difficile dire il numero preciso, ma sono circa 400 e tendono sempre ad aumentare. Sono ovunque, le ho persino sotto il letto».

Hanno praticamente invaso casa tua, pazzesco! Tutto questo mi ricorda le meraviglie delle antiche wunderkammern. Tra l’altro, tra passato e presente, tu hai anticipato visionariamente il futuro. Mi riferisco all’episodio della Regina d’Inghilterra, ripresa mentre prendeva il tè con l’orsacchiotto durante il Giubileo. L’avevi fatto anche tu, fotografando prima del momento la tua bambola della Queen insieme all’orsetto…

«Sì, ma l’ho fatto per gioco e senza pensarci più di tanto. Non l’avrei mai detto, non lo avrei mai immaginato…».

Purtroppo non si dovrebbe nemmeno immaginare una cosa che accade spesso: deridere uomini che, come te, semplicemente stanno collezionando e giocando con passione. Ricordiamo che il gioco non ha età, e nemmeno sesso.

«Assolutamente! Un’altra mia grande passione è fotografare le bambole, è entrare in un mondo a parte. Spesso sono stato deriso quando le fotografavo in giro nei posti più strani, purtroppo. Avere a che fare con le bambole, fotografarle, mi fa sentire vivo. Penso che dovremmo imparare tutti a giocare un po’ di più».

Molto bella la dimensione favolistica dell’esistenza che fai venir fuori, semplicemente vivendo pienamente le tue passioni. Mi ricorda tanto quel capolavoro del cinema francese che è Il favoloso mondo di Amélie. Ti piacerebbe un giorno avere un museo personale con tutte le tue bambole e i tuoi giocattoli?

«Sì, è un sogno che ho da sempre poter entrare in un posto magico e trovare esposte tutte le mie creature. Tra l’altro, spesso intervengo anche su bambole esistenti, ritoccandole, realizzando abitini per loro ecc…».

Sei proprio un artista, unisci al collezionismo la creatività! Tu ami anche il vintage, applicandolo al tuo fatato mondo. Credi sia solo una moda questo revival?

«Il vintage è il passato che serve per andare avanti, quindi non potrà mai morire…».

Per concludere, cosa vorresti dire a quei genitori che ritengono che i loro figlioletti maschi non debbano assolutamente giocare con le bambole? E a quelli che ritengono sia diseducativo regalare una bambola transgender ad un/a bambino/a?

«Per me il gioco non dovrebbe conoscere barriere. Dunque, a qualsiasi cosa si giochi, non dovrebbe esserci differenza. Il gioco è bello per questo, ma questi genitori, con le loro raccomandazioni, lo stanno snaturando».

Grazie Gaetano, sperando che quest’intervista aiuti ad aprire molte menti. In bocca al lupo per le tue creazioni e la tua grande collezione!

«È stato davvero un piacere per me, Christian. Grazie e viva il lupo per tutto!».   

Le fotografie ci sono state fornite appositamente dall’intervistato. Per saperne di più sulla conversazione in diretta, clicca al seguente link:

https://fb.watch/dVs_eSw1De/

© IL QUOTIDIANO ONLINE • 2022 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Christian Liguori

Classe '97, studente laureando di “Archeologia e Storia dell'Arte” all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Dopo aver conseguito una laurea triennale in “Beni Culturali e Discipline delle Arti e dello Spettacolo” all’Università degli Studi di Salerno, e pubblicato “Paolo Barca e la frantumazione della logica cerebrale umana”, un saggio di cinema sul regista Mogherini, ha maturato esperienze in svariati campi: dalla pubblicazione di articoli per un blog e una redazione online, a quella di filmati su YouTube e pagine Facebook; dalla partecipazione come interprete in spettacoli teatrali e cortometraggi, all’attivismo associativo per la cultura e l’ambiente. Di recente anche conduttore web-televisivo (un tempo radiofonico), è da sempre specializzato in recensioni di film. Curerà la rubrica “Il Cinema secondo Liguori”

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