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Il dolce mondo dell’apicoltura

Anche i bambini sanno che le api producono il miele, ma non tutti gli adulti sono a conoscenza che il maschio di questo operoso insetto si chiama fuco.
Il fuco, infatti, è il maschio dell’ape domestica ed ha come unico scopo quello di fecondare la regina. Inoltre questo simpatico maschietto, a differenza della femmina, non è dotato di pungiglione. È assolutamente innocuo per noi uomini.

Un esemplare di fuco


Quando notiamo un’ape ronzare intorno a noi, non dobbiamo agitarci per un semplice motivo: le api non vogliono pungere perché quando lo fanno perdono il pungiglione e con esso parte dell’apparato digerente. Senza questa parte vitale muoiono nel giro di poche ore.
Questa è una significativa differenza rispetto alla vespa, la quale può pungere ripetutamente senza perdere il pungiglione: in altre parole, dopo aver punto, continua serenamente la sua esistenza

La vita delle api dura, mediamente, tra i quaranta ed i cinquanta giorni; non vivono a lungo, ma la loro esistenza è ricca di lavoro e di miele, un prodotto irresistibile presente in ogni dispensa domestica.
Quando si acquista il miele è importante soffermarsi sull’etichetta: è necessario accertarsi che non ci sia scritto “miscela di miele”.
Spesso tali miscele sono provenienti da diversi paesi dell’Unione Europea.

Etichetta di un miele industriale

Il miele locale e di elevata qualità, non subisce alcuna miscelazione e proviene interamente dal medesimo sciame di api. Sostenere l’apicoltura campana o nazionale significa anche mangiare un prodotto di qualità sopraffina e naturale al 100%. Ricordiamoci, inoltre, che le api sono fondamentali per l’equilibrio dell’ecosistema, preservarle vuol dire non solo tutelare il nostro pianeta, ma anche assicurare un’agricoltura sostenibile per il futuro.
Buon miele a tutti!

© IL QUOTIDIANO ONLINE 2021 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Sergio Claudini

Classe 2000. Dopo aver conseguito la maturità classica al Liceo Classico “G. B. Vico” di Nocera Inferiore, nel 2019 si iscrive alla facoltà di “Scienze dei Beni Culturali”, indirizzo archeologico, all’Università degli Studi di Salerno. L’amore verso l’arte e la bellezza in generale, lo ha spinto fin dai banchi del liceo a coltivare diverse passioni, prime fra tutte la lettura, la scrittura e il teatro. Muove i primi passi nel campo dell’attivismo studentesco, entrando a far parte del collettivo “Nessun Esclus”. Inizia ad occuparsi dell’organizzazione di eventi per sensibilizzare sulla discriminazione di genere, ma anche manifestazioni studentesche e proteste ambientaliste, tra cui quelle organizzate da “Fridays For Future”. Un laboratorio che lo ha condotto verso nuove realtà associative, tra cui, l’associazione “Ridiamo vita al castello”. Coniuga gli impegni scolastici con quelli associativi, cavalcando l’onda di una crescente passione che tuttora lo alimenta e gli dà la grinta necessaria per indignarsi e provare a cambiare alcuni aspetti della realtà che lo circonda. Per lui, i sogni non vanno depositati sottochiave in un cassetto, anzi, devono essere realizzati. Curerà la rubrica “Noi siamo Tempesta: parola ai 2000”

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Conversazione con Stefano Carrara, prof e artista giocoso e provocatore

Stefano Carrara è un professore di Musica alla scuola media Quarini di Chieri, ma anche attivo ed impegnato musicista torinese (ad esempio, su Instagram e YouTube).

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