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Blue Monday: il giorno più triste dell’anno è oggi!

Il terzo lunedì del mese di gennaio rappresenta, ormai da anni, il cosiddetto “Blue Monday”, ovvero il giorno più triste dell’anno

Questa idea nacque dallo psicologo Cliff Arnall che cercò di formulare un’equazione secondo la quale il terzo lunedì del mese di gennaio è considerato il più “deprimente” dell’anno per una serie di motivi: le vacanze natalizie giungono al termine, si ricomincia la routine quotidiana e i buoni propositi dell’anno nuovo iniziano a vacillare.

Per l’occasione soffermiamoci su alcuni quadri che bene rispecchiano questa emozione.

Sicuramente dobbiamo citare Pablo Picasso con le sue opere appartenenti al Periodo blu: una serie di quadri realizzati tra il 1901 e il 1904 in cui il pittore utilizza quasi esclusivamente il colore blu, con le sue sfumature e le sue diverse cromie, per rappresentare il malessere esistenziale che in quegli anni lo tormentava.

“Poveri in riva al mare” fa parte di questa collezione e rappresenta una povera famiglia dall’aspetto triste, con i piedi nudi e umili vestiti. Lo sguardo rivolto verso terra, le spalle curve e le braccia conserte evidenziano uno dei temi principali dell’opera: l’incomunicabilità. L’unico personaggio che sembra voler comunicare e consolare i genitori è il bambino, il quale pone la mano sulla gamba del padre, come a cercare conforto. I tre personaggi rappresentano proprio il pessimismo e il senso d’angoscia caratterizzanti il Picasso di quegli anni.

Anche “Il vecchio chitarrista cieco” fa parte di questo periodo e rappresenta un mendicante cieco intento a suonare il suo strumento. Picasso voleva rappresentare come alcuni personaggi siano emarginati dalla società. Le dita allungate, il volto scavato e la magrezza del vecchio fanno trasparire tutta la sua stanchezza e tristezza, in contrapposizione con l’unico elemento colorato del dipinto: la chitarra, che rappresenta appunto la sua ancora di salvezza.

“Malinconia” di Hayez è un’altra opera adatta a descrivere il sentimento della tristezza: il dipinto a olio su tela rappresenta, infatti, una giovane donna dai capelli corvini con lo sguardo perso nel vuoto e un’espressione di malinconia sul volto. La donna sembra persa nei suoi pensieri, guarda diritto lo spettatore, rafforzando l’impatto emotivo dell’opera. Come sfondo c’è un muro grigio, spoglio, come a sottolineare il senso di vuotezza che anima la scena, mentre il vestito lucente di seta dà alla donna un senso di trascuratezza volto a evidenziare il suo travaglio interiore.
Questo stato d’animo è, inoltre, esaltato da un altro dettaglio importante, quello dei fiori posti nel vaso all’angolo dell’opera: partendo da destra questi appaiono brillanti e freschi, mentre procedendo verso sinistra tendono ad appassire, perdendo petali e foglie, così come la donna ha perso la sua vitalità e spensieratezza.

Abbiamo poi l’“Assenzio” di Edgar Degas in cui l’artista rappresenta due avventori di uno dei cafè più frequentati della Parigi del tempo. La donna ha uno sguardo perso nel vuoto, assente, e un’espressione triste e afflitta, con davanti a sé un bicchiere con del liquido giallo: l’assenzio, appunto. L’uomo, invece, sembra guardare al di fuori del bordo del dipinto mentre fuma una pipa. I due personaggi sono lontani dello spettatore, quasi come se fossero imprigionati all’interno di quel piccolo spazio in cui ciò che li unisce è proprio l’alcol; infatti, tra le due figure è posta una bottiglia vuota. Degas con questo dipinto voleva rivelare come, dietro la vita mondana dell’epoca, si celasse una realtà non così spensierata come si credeva.

Concludiamo con un dipinto dell’artista statunitense Edward Hopper, conosciuto soprattutto per la sua capacità di rappresentare il senso di solitudine dell’essere umano.

“Tavola calda” è un dipinto a olio su tela del 1927 in cui è rappresentata una donna, sola al tavolo, intenta a sorseggiare una tazza di caffè all’interno di una tavola calda. Tutto sembra così silenzioso e immobile, dietro la donna non appare il suo riflesso allo specchio, al contrario delle luci del locale. Hopper con molti dei suoi quadri voleva rappresentare proprio quel senso di isolamento e inquietudine tipico degli Stati Uniti degli anni ’20, i cosiddetti “anni ruggenti”.

Queste sono solo alcune delle opere che potrebbero rappresentare il “feeling blue”, l’espressione inglese che indica questo senso di tristezza e angoscia, dal quale ha origine il Blue Monday.

Le immagini sono state riprese da Wikipedia e dai siti www.lezionidiarte.it e www.arteworld.it.

© IL QUOTIDIANO ONLINE • 2023 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Ilenia Scermino

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