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Conversazione con Nando Di Vito, il meteorologo di Nocera Inferiore

Il maestro in pensione e meteorologo per passione nocerino Nando Di Vito grazie alla propria stazione meteorologica Davis installata vicino casa sua nella città di Nocera Inferiore si diletta ogni giorno a verificare le previsioni del tempo della sua città, fornendo tutte le informazioni relative tramite Campania Live e Facebook, ed è molto seguito anche nel nord Italia

Scopriamo i segreti di una professione esercitata da anni come mera passione, che poi è divenuta ragione di vita. Le foto vi mostreranno come lavora il nostro esperto, attraverso un programma wireless che consente elaborazione di dati.   

Mi racconti com’è nata in lei la passione per la meteorologia.

«Nel 1971 a Nocera Inferiore nevicò per tre, quattro volte in una settimana i primi di Marzo.

Ogni volta si venne a posare. A quel punto mi appassionai alla neve. Avevo 13 anni. Cominciai a vedere le famosissime previsioni del colonnello Edmondo Bernacca, nella speranza che ritornasse a nevicare di nuovo a Nocera. Seguivo le previsioni meteo solo d’inverno, perché amavo la neve. Poi lasciai questa passione, ma la ripresi nel 1981, quando arrivò dall’Africa un’ondata di caldo. Per verificare la veridicità di un’altissima temperatura registrata a Nocera di circa 41 gradi all’ombra acquistai il mio primo termometro di legno. Poi man mano che s’andava a perfezionare la mia passione ho acquistato altre tipologie di termometri».

Quest’estate abbiamo avuto un caldo eccessivo a Nocera (e non solo): sarà effetto del surriscaldamento globale?

«Non lo sappiamo ancora. Noi appassionati del settore non siamo ancora sicuri che quel che è accaduto ultimamente derivi dai famosissimi cambiamenti climatici di cui la stampa ci riempie la testa. La Terra ha, infatti, attraversato tanti cicli, anche quando l’uomo ancora doveva nascere, come l’era glaciale. Sicuramente va detto che la temperatura media annuale anche nelle nostre zone sta salendo gradualmente, soprattutto a partire dal 2000. A livello climatico e meteorologico il responsabile è il famosissimo anticiclone delle Azzorre. Soprattutto nelle città questo fenomeno, tuttavia, è da ricondurre anche alla continua cementificazione».

Cosa ne pensa della meteorologia di oggi, ormai onnipresente sui social e sui siti direttamente tramite i nostri smartphone?

«Oggi la meteorologia è diventata scoop giornalistico. Per fare una corretta previsione del tempo, però, ci vuole la conoscenza del territorio. Ecco perché quando clicchiamo sui siti per vedere il meteo spesso le previsioni non risultano attendibili. Ogni area geografica, infatti, ha il proprio microclima, e il clima sfugge all’assoluto. Tutto è relativo, perché dipende dall’agente atmosferico che governa in quella particolare zona e dalle masse d’aria che si spostano continuamente. Nel meteo non esiste un giorno uguale al 100 percento ad un altro giorno a distanza di 24 ore: c’è sempre qualcosa che muta».

Un esempio di luogo comune errato a proposito della meteorologia?

«L’afa non è il caldo eccessivo sempre e comunque, ma solo quello umido. Se fa molto caldo ma il caldo è secco non è afa».

Secondo lei oggi i giovani sono vicini o lontani rispetto alla meteorologia?

«Oggi sono molti i giovani appassionati del meteo. Magari perché devono andare in vacanza. Sarebbe bello comunque per incentivarla organizzare delle lezioni a scuola. Qualche anno fa insieme alla Protezione Civile Club Universo di Nocera ho impartito lezioni sul meteo alle superiori, e il risultato è stato abbastanza soddisfacente. A me piace trasmettere il mio sapere e le mie passioni».

E si sente, l’ha trasmesso anche a me durante questa bella chiacchierata il suo amore per la meteorologia. In bocca al lupo sempre per tutto, grazie!

«Grazie a te Christian, ha fatto tanto piacere anche a me».

Ecco la diretta della conversazione: https://fb.watch/8RcPm_XvHE/

© IL QUOTIDIANO ONLINE • 2021 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Christian Liguori

Classe '97, studente laureando di “Archeologia e Storia dell'Arte” all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Dopo aver conseguito una laurea triennale in “Beni Culturali e Discipline delle Arti e dello Spettacolo” all’Università degli Studi di Salerno, e pubblicato “Paolo Barca e la frantumazione della logica cerebrale umana”, un saggio di cinema sul regista Mogherini, ha maturato esperienze in svariati campi: dalla pubblicazione di articoli per un blog e una redazione online, a quella di filmati su YouTube e pagine Facebook; dalla partecipazione come interprete in spettacoli teatrali e cortometraggi, all’attivismo associativo per la cultura e l’ambiente. Di recente anche conduttore web-televisivo (un tempo radiofonico), è da sempre specializzato in recensioni di film. Curerà la rubrica “Il Cinema secondo Liguori”

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