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Rane volanti e treni ad alta velocità

Come la levitazione magnetica ha aperto scenari interessanti nella ricerca e nelle applicazioni tecnologiche

Università di Nijmegen, Paesi Bassi,1997. Il professor Andre Geim si dedica ai suoi esperimenti seguito dai suoi collaboratori nel suo laboratorio. Sta lavorando con degli enormi magneti che riescono a generare un campo magnetico molto più intenso di quello terrestre. Come altri scienziati prima di lui, prova a far levitare piccoli oggetti: pezzi di legno o di plastica, una goccia d’acqua e persino un pezzetto di pizza. Finché un giorno decide di far qualcosa a cui nessuno aveva ancora pensato: far levitare un essere vivente. La scelta cade su una malcapitata rana, che si è ritrovata, suo malgrado, a fluttuare davanti agli occhi di scienziati curiosi. Non si tratta di azzerare la gravità ma si sta sfruttando una forza magnetica uguale e contraria che di fatto controbilancia la forza di gravità permettendo alla rana, o a qualsiasi oggetto nel mezzo, di restare sospeso a mezz’aria.

La levitazione magnetica

La maggior parte di piante e animali, le cosiddette sostanze diamagnetiche, sono debolmente respinte dalle calamite (a differenza delle sostanze magnetiche che ne vengono invece attratte). Questo accade perché le cariche elettriche al loro interno non sono fisse, ma in movimento, determinandone le proprietà magnetiche. La ricerca si è guadagnata un Ig-Nobel (un premio per gli autori delle ricerche più improbabili). Non essendo noi umani tanto diversi dalle rane in termini di proprietà magnetiche, in teoria sarebbe possibile la levitazione anche per noi. È la tecnologia necessaria per farlo che ancora non è disponibile (si tratta di generare un campo da circa 40 tesla, ovvero di molto superiore al campo magnetico terreste). 

Dai treni giapponesi super veloci alle applicazioni nella ricerca spaziale

Le applicazioni della levitazione magnetica esistono già. In Giappone ad esempio, è possibile prendere un treno a levitazione magnetica che non ha alcun attrito con le rotaie e riesce a raggiungere e superare velocità di 500 km/h. Nel campo della ricerca è invece possibile studiare la microgravità in laboratorio oppure simulare l’assenza di gravità che è presente nelle astronavi. È possibile, in queste particolari condizioni, analizzare come si  comportano le piante, i fluidi o i tessuti umani. Nella scienza capita anche questo: quello che a volte sembra più uno scherzo o gioco (come nel caso della rana volante) porta poi a pensare in grande, arrivando a trovar posto anche nella ricerca spaziale. 

Wallace’s flying frog, Danum Valley, Sabah, Malaysia, Cede Prudente, istockphoto.com

© IL QUOTIDIANO ONLINE 2021 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Marianna Fusco

Una mente scientifica e un'anima letteraria, affascinata da qualsiasi cosa abbia una storia da raccontare. Curerà la rubrica “Reticoli di Idee”

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