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«Nel letto di Procuste»: lo stereotipo del “dover essere”

Procuste (“lo stiratore”) era il soprannome di un gigante di nome Damaste (o anche Polipèmone), locandiere presso una taverna sul monte Coridallo , lungo la via sacra tra Eleusi e Atene. Invitando i viandanti solitari che passavano di lì nella sua taverna, Procuste riservava loro un’ospitalità molto caratteristica quanto inusuale: offriva loro una cena generosa e li invitava a trascorrere lì la notte su un letto alquanto speciale.

Desiderando che il letto fosse perfettamente conforme alle misure del viandante, quando il corpo della vittima risultava essere più grande rispetto al letto, egli amputava le parti che sporgessero.

Al contrario, se la vittima risultava essere troppo piccola, a colpi di martello, ne allungava il corpo.

Quella macabra tradizione continuò fino a quando non giunse presso di lui Teseo. Quest’ultimo invertì il gioco e sfidò Procuste a provare anche lui uno dei letti lì presenti per vedere se il suo corpo si adattasse perfettamente alle dimensioni. Quando il locandiere si sdraiò, Teseo lo imbavagliò e lo legò al letto, imponendogli lo stesso supplizio imposto precedentemente ai viandanti e facendo giustizia alle innocenti vittime di tale sadismo.

Ho scelto di raccontare questo mito perché, sebbene Procuste sia da collocare in una dimensione mitica, tale tematica risulta essere molto attuale.

Il conformismo che oggi si traveste fastidiosamente da anticonformismo è il “letto di Procuste” dei nostri tempi. Poche sono le persone capaci di esprimere a testa alta il proprio essere, timorosi dei pregiudizi che possa generare l’espressione della propria autenticità.

Essendo il nostro tempo sempre frenetico e limitato, credo che esso non debba essere sprecato cercando di entrare perfettamente nel “letto di Procuste” e vivendo la vita di qualcun altro.

© IL QUOTIDIANO ONLINE • 2021 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Marianna Sorrentino

Classe '92. Divoratrice di libri e grafomane sin dalla tenera età. Classicista per formazione e per vocazione. Ama scoprire ed interessarsi a qualsiasi cosa riguardi la Letteratura, l’Arte ed i Mezzi Comunicativi. È un insieme di paradossi. Vulcanica, Riflessiva, ma anche Impulsiva. L'ironia ed il sarcasmo con cui “castigat ridendo mores” sono impressi nel suo DNA ed ama usarli per esprimere le sue idee rendendole leggere, ma nello stesso tempo pungenti. Curerà la rubrica “Ante Litteram”

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