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Chronos e Kairos: come i Greci percepivano il tempo

Che cos’è il tempo? Questo è il quesito che molti filosofi si sono posti nel corso della loro vita

Fin dall’antichità, infatti, l’uomo ha rivolto un’attenzione particolare al trascorrere del Tempo, attratto dal futuro e dalla possibilità di conoscerlo anticipatamente.

Il Tempo, nella sua concezione più antica, era visto come l’ordine misurabile del movimento; esso appariva inserito in una visione di tipo ciclico, di origine orientale che vedeva gli eventi ripetersi costantemente.

Con l’avvento della tradizione cristiana prevalse, invece, una concezione lineare in cui il tempo era caratterizzato da un inizio ed una fine e legato alla creazione.

Mentre nell’attuale immaginario comune, il Tempo è una misurazione univoca dettata dallo scorrere delle lancette dell’orologio, per i Greci, invece, diversi erano i termini per contraddistinguere il Tempo: Chronos per indicare la natura astratta e quantitativa del tempo e Kairos per indicare la natura qualitativa e soggettiva del tempo.

Chronos, figlio di Urano e Gea, era concepito dai Greci come una divinità terribile e potentissima. Nella mitologia greca era rappresentato come un gigante nell’atto di divorare i propri figli in quanto emblema di un ritmo incalzante che non lascia spazio per la riflessione e che punta al fare. Chronos è il tempo che ci scivola addosso, che sbiadisce i nostri tratti umani e che divora ciò che egli stesso genera.

Kairos, ultimo figlio di Zeus, era rappresentato come un giovane con un ciuffo di capelli sulla fronte e la nuca rasata, per indicare la difficoltà ad afferrarlo, e con le ali ai piedi, simbolo del suo essere in continuo movimento. Kairos indicava per i Greci il momento propizio da cogliere e la buona occasione, oltre che un invito a vivere nel presente agendo consapevolmente.

Educarsi ai concetti di Chronos e Kairos nel nostro tempo frenetico significa decodificare il tempo della nostra esistenza, non misurandone la quantità, ma analizzando la qualità di esso e provando a godere della sua essenza più preziosa e profonda.

© IL QUOTIDIANO ONLINE • 2021 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Marianna Sorrentino

Classe '92. Divoratrice di libri e grafomane sin dalla tenera età. Classicista per formazione e per vocazione. Ama scoprire ed interessarsi a qualsiasi cosa riguardi la Letteratura, l’Arte ed i Mezzi Comunicativi. È un insieme di paradossi. Vulcanica, Riflessiva, ma anche Impulsiva. L'ironia ed il sarcasmo con cui “castigat ridendo mores” sono impressi nel suo DNA ed ama usarli per esprimere le sue idee rendendole leggere, ma nello stesso tempo pungenti. Curerà la rubrica “Ante Litteram”

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