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Quella cripta meravigliosa e aurea

Passeggiata nella luminosa e spettacolare cripta di San Matteo, all’interno del Duomo di Salerno

San Matteo è il patrono di Salerno, celebrato in città il 21 settembre. Anche se si tratta di uno dei quattro evangelisti, poche sono le notizie che conserviamo su di lui. Sappiamo che viveva a Cafarnao ed era un esattore delle tasse che seguì Gesù con entusiasmo, abbandonando tutti i suoi beni materiali. Probabilmente morì di morte naturale, anche se alcuni parlano di un martirio in Etiopia. L’iconografia lo rappresenta anziano e con la barba, con un angelo che lo guida; spesso ha vicino una spada, strumento del suo ipotetico martirio.

San Matteo è oggi considerato il patrono di banchieri, doganieri, commercialisti e della Guardia di Finanza.
Le spoglie del Santo furono portate nel 954 dal Santuario della Madonna del Granato di Capaccio a Salerno, dove ancora oggi sono conservate nella cripta a lui dedicata.

La cripta, già costruita ai tempi dei Normanni, custodiva già in origine le reliquie del Santo, poste dall’Arcivescovo Alfano I nel 1081.
Essa prende le sue sembianze barocche con il rifacimento del XVII secolo, caratterizzato dall’aggiunta di marmi policromi. Gli affreschi di Belisario Corenzio, intervallati da finissimi stucchi, raccontano scene tratte dalla vita di Gesù e dagli eventi che legano San Matteo alla città di Salerno. Il sepolcro del Santo, come in una cripta nella cripta, si colloca sotto l’altare principale e sotto la statua bronzea del Santo, realizzata da Michelangelo Naccherino nel 1606, all’interno di un secondo altare.

Si tratta di un’opera molto particolare, che rappresenta San Matteo come il dio pagano Giano: con due facce. Se per Giano l’essere “bifronte” significava avere coscienza del passato e del futuro, per Matteo simboleggia le sue due vite: la prima, quella dell’esattore, e la seconda, dopo aver incontrato Gesù.

La cripta è luminosissima, ornata di bianco e oro; è facile perdersi ad ammirarla nei suoi dettagli, ma è altrettanto facile by-passarla, durante la visita al Duomo. Eppure è semplicissimo individuarla: si trova a metà della navata sinistra della Cattedrale ed è facilmente accessibile tramite uno scalone in marmo.


L’immagine è stata ripresa dal sito www.progettostoriadellarte.it.

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di Rosa Elefante

Studentessa non ancora esaurita, idealista non ancora disillusa, sognatrice non ancora sveglia. Curerà la rubrica “Sentieri, Storie e Territori”

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