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Eschilo: storia di una morte bizzarra

Alla morte di Eschilo, uno dei più grandi tragediografi greci vissuti ad Atene nel V secolo a.C è legato un curioso aneddoto

Valerio Massimo, autore romano del I secolo d.C., ci narra che un oracolo avesse predetto ad Eschilo che la sua morte sarebbe giunta a causa di qualcosa che si sarebbe abbattuta su di lui dal cielo.

Appresa tale notizia, il tragediografo greco iniziò ad essere molto prudente, camminando con la testa all’insù e avendo cura di non trovarsi in giro durante i temporali, temendo che qualche fulmine improvviso potesse colpirlo.

Un giorno, mentre Eschilo stava facendo una passeggiata in campagna, un gipeto (conosciuto anche con il nome di “avvoltoio barbuto”), scambiata la sua testa pelata per un masso, gli scaraventò addosso la tartaruga che aveva tra le zampe, nel tentativo di romperne il guscio e gustarne le carni. Così Eschilo morì colpito dall’alto, proprio come aveva predetto la veggente.

Il carattere non solo paradossale, ma addirittura comico, della narrazione colpì gli antichi tanto quanto colpisce noi moderni e non sono mancati i tentativi di chiarire le dinamiche dell’incidente, anche se con scarsi risultati.

Tale aneddoto ci mostra come, nonostante ci si impegni a cambiarlo, è impossibile sfuggire al nostro destino.

© IL QUOTIDIANO ONLINE • 2022 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Marianna Sorrentino

Classe '92. Divoratrice di libri e grafomane sin dalla tenera età. Classicista per formazione e per vocazione. Ama scoprire ed interessarsi a qualsiasi cosa riguardi la Letteratura, l’Arte ed i Mezzi Comunicativi. È un insieme di paradossi. Vulcanica, Riflessiva, ma anche Impulsiva. L'ironia ed il sarcasmo con cui “castigat ridendo mores” sono impressi nel suo DNA ed ama usarli per esprimere le sue idee rendendole leggere, ma nello stesso tempo pungenti. Curerà la rubrica “Ante Litteram”

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