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Pagani – Luana Giammetta sbroglia la matassa sugli immobili Iacp Futura S.r.l.

L’avvocatessa tramite l’intervista spiega chiaramente che cosa hanno subito e dovranno subire i “proprietari”: il diritto di prelazione è il loro unico mezzo per acquistare la propria casa

Sono giorni oramai che si parla di questi uomini desiderosi di poter vivere serenamente nelle proprie abitazioni. Il tempo aumenta inesorabile e insorge da parte loro un desiderio in crescendo che fatica a giungere in dirittura di arrivo.

Qualcuno paventa un forte sentimento di speranza in loro, come se non ce l’avessero già tanta, e altri, come nel caso dell’avvocatessa Luana Giammetta, cercano di porli dinanzi al fatto concreto con il diritto di prelazione: acquistare la propria casa all’asta, avendone l’ultima voce in capitolo. L’avvocatessa si sta muovendo su diversi canali comunicativi proprio per esternare quel suo senso di responsabilità che ha in quanto parte lesa, essendo anche lei una “proprietaria”, e parte interessata a difendere i “proprietari” da questo contenzioso. Su questa base ha voluto fornirci delle utili risposte per chiarificare quanto è accaduto, sta accadendo e accadrà per questi immobili “Iacp Futura S.r.l.“.

Come ci si sente nelle vesti di parte lesa, in qualità di “proprietaria”, e in quelle di avvocato che sta combattendo questa secolare causa a favore dei “proprietari”?

«Onestamente non lo so ancora, sicuramente posso dire che da quando ho preso contezza della realtà giuridica e processuale della nostra situazione, che non coincide sempre con quella dei fatti, sono molto rammaricata perché ho capito che siamo stati da sempre abbandonati a noi stessi».

Perché le vendite all’asta sono state disposte il 7 settembre e si concluderanno il 6 ottobre?

«È il professionista delegato, avv. Claudia Izzo, che nell’ambito della delega disposta dal Giudice dell’Esecuzione ha stabilito che le operazioni di vendita fossero suddivise in diverse giornate. Credo che alla base di tale decisione ci sia l’impossibilità di poter procedere alle operazioni di vendita per tutti i 64 lotti nella medesima giornata».

Perché  i “proprietari” non hanno mai provveduto a pagare gli acconti versati direttamente alla Banca Nazionale del Lavoro S.p.a. al fine di ottenere la liberazione dall’ipoteca?

«Perché non siamo stati mai veramente tutelati. In tutta la vicenda della Iacp Futura S.r.l., alla quale in modo diretto ed indiretto, hanno partecipato anche le pubbliche amministrazioni, noi assegnatari siamo stati fin dall’inizio abbondonati e, in particolare, quando abbiamo stipulato un contratto preliminare, per una somma superiore a quella dell’assegnazione con il versamento di una somma in acconto, nessuno ci ha avvertito che avremmo dovuto registrare e trascrivere il predetto atto al fine di poter ottenere una tutela più forte. Con la stipula del preliminare la società costruttrice aveva l’obbligo di produrre una fideiussione a garanzia delle somme versate così come previsto dal d.lgs. 122/2005, e somme da noi versate sarebbero dovute confluire direttamente in favore della Banca Nazionale del Lavoro S.p.a. al fine di garantire che le stesse fossero portate a deconto del credito vantato su ciascun dei nostri immobili».

Perché il diritto di prelazione è l’unica ancora di salvezza?

«Il diritto di prelazione rappresenta l’ultima chance che ci viene concessa per acquistare definitivamente le nostre case. Infatti anche se, all’indomani delle vendite esecutive, venisse dichiarato dal tribunale che il processo esecutivo introdotto dalla Banca Nazionale del Lavoro fosse nullo, questa nullità, per il principio di tutela del terzo aggiudicatario, non si ripercuoterebbe sulle vendite degli immobili. Ai sensi dell’art. 2929 c.c. la nullità degli atti esecutivi, che hanno preceduto la vendita o l’assegnazione, non ha effetto riguardo all’acquirente o all’assegnatario. Dunque il diritto di prelazione ci concede l’ultima parola sulla vendita delle nostre case che, per dirlo in altre parole, a qualsiasi prezzo venga aggiudicata, la nostra casa potremmo riscattarla al medesimo prezzo dell’aggiudica e, a differenza di quello che sento dire, la cosa non è cosi scontata. Nel processo esecutivo, esistono solo due tipi di prelazione: la prima è concessa in favore dello stato per i beni considerati patrimonio dello stato, e la seconda per gli acquirenti di immobili da costruire. Il riconoscimento del diritto di prelazione è la garanzia di poter avere l’ultima parola sull’acquisto delle nostre case senza che ci possano essere portate via dall’esito sfavorevole di un’asta. Avere l’ultima parola su una vendita richiama un’applicazione unica in Italia».

Perché, secondo lei, l’amministrazione comunale va a sminuire il risultato da lei raggiunto?

«Non credo che la vera intenzione dell’amministrazione comunale sia di svilire il mio risultato, credo che loro vogliano semplicemente portare avanti la strategia prescelta sin dall’inizio senza rendersi conto, nonostante tutti i risultati sfavorevoli, che tale strategia non solo ha interrotto ogni possibile trattativa con la BNL ma potrebbe causare la perdita definitiva delle case di molte famiglie».

Che cosa ne pensa dell’azione legale intrapresa dall’amministrazione comunale?

«Condivido l’obiettivo ma non lo strumento con il quale lo si sta perseguendo, che è già risultato dannoso nei nostri confronti. La strategia adottata dall’amministrazione comunale punta, senza risultati, ad ottenere la sospensione della procedura esecutiva al fine di poter portare l’istituto di credito al tavolo delle trattative, ma il risultato ottenuto è stato l’opposto. Infatti al fine di perseguire con la predetta strategia, l’amministrazione è passata dall’eccezione di estinzione, in virtù della nullità dell’ipoteca per devoluzione del diritto di superficie (ex art. 2816 c.c.), all’eccezione di nullità del contratto di mutuo per superamento del limite di finanziabilità, ex art. 38 Tub; all’opposizione per mancata notifica del titolo esecutivo e del precetto; all’eccezione di improcedibilità per il dissesto finanziario del Comune, ai sensi dell’art. 256 Tuel; all’eccezione di improcedibilità ex art. 376 e ss. dell’ultima legge di bilancio. L’unico risultato, nella maggior parte dei casi, è la condanna alle spese di lite e palesando un lato un abuso del diritto di difesa, non contemperato da una coerenza processuale e, dall’altro, di non aver la reale intenzione di portare gli assegnatari ad una concreta trattativa con la Banca Nazionale del Lavoro S.p.a., ottenendo il risultato di impedirci, in proprio, ogni apertura per la conclusione stragiudiziale».

Che cosa consiglierebbe alle parti lese che non riusciranno ad avere l’ultima voce in capitolo per poter acquistare la propria casa all’asta?

«Purtroppo l’unico consiglio che posso dare a tutti gli assegnatari è solo quello di partecipare alla prima asta. La mia presenza sulle testate dei giornali e sulle televisioni locali ha lo scopo di avvertire tutte le famiglie che, come me, vivono questo dramma. Adesso non abbiamo altra possibilità che ricomprare le nostre case. Come ho già spiegato più volte, se malauguratamente le nostre case venissero aggiudicate a terzi non potremmo in nessun modo riottenerle, anche se all’esito di un qualsiasi procedimento giurisdizionale si annullasse la procedura esecutiva. I miei interventi hanno il solo scopo di invitare tutte le famigli frodate dalla I.a.c.p. Futura a non attendere un incerto e imprevedibile cambio di rotta del Tribunale di Nocera Inferiore che annulli le vendite fissate, ma di iniziare ad organizzarsi alla partecipazione in considerazione della copiosa documentazione richiesta dal Giudice dell’Esecuzione per l’esercizio del diritto di prelazione, la quale, in caso di mancata produzione, determinerà l’inapplicabilità del diritto concesso con duri sforzi».

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di Marco Visconti

Classe '92, attualmente risiede a Pagani. All’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha conseguito prima la laurea triennale in “Storia” nel 2015 e poi la laurea magistrale in “Scienze Storiche” nel 2017 con voto 110/110 e Lode. Ha partecipato al concorso di letteratura VII Premio internazionale “Giovanni Bertacchi” classificandosi come finalista con la poesia “Vita Nuova”. Ha scritto una intrigante silloge poetica, dedicata alle maschere e ai personaggi carnevaleschi più noti, per la collana poetica “Logos” vol. 25 edita da “Dantebus”. Una sua poesia è stata selezionata dal prestigioso catalogo “Arte in quarantena” organizzato da Paolo Liguori, direttore di TGcom24, e da Salvo Nugnes, curatore d’arte. Un'altra, invece, è stata selezionata per la "Pro Biennale" di Venezia organizzata da Vittorio Sgarbi. È giornalista pubblicista dal 22 luglio 2020 e ha scritto per “Vesuvio Live” e scrive per “Le Cronache” e "In Prima News". Promotore di significativi eventi culturali, tra cui un convegno sul beato Tommaso Maria Fusco realizzato il 1° dicembre 2019 nel Cenacolo di Beato Maria Fusco a Pagani. Attualmente insegna italiano e storia presso le scuole secondarie di secondo grado.

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