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Conversazione con Giulia D’Alessandro e la sua vita carica di racconti e di musica

Cantante, cantautrice, conduttrice, organizzatrice di eventi socio-culturali, docente, musicoterapeuta. In campo musicale vanta oltre 25 anni di attività e numerosi consensi in Italia e all’Estero. Da annoverare i seguenti traguardi: semifinalista nazionale nel 2002 dell’Accademia di Sanremo e nel 2018 semifinalista nazionale di Area Sanremo Tim

Giulia D’Alessandro è un’artista musicale nocerina a 360° che, nel corso della chiacchierata, ho avuto modo di conoscere maggiormente. Voce delicata e rasserenante anche quando dialoga, la nostra cantautrice si racconta a “Il Quotidiano Online”.

Quando hai iniziato ad amare il canto?

«Sono sempre stata attratta sin da bambina dalla musica e dalla televisione. Il mio primo approccio con la musica lo ebbi già all’età di 4 anni guardando in televisione il Festival di Sanremo del 1988 (edizione vinta da Massimo Ranieri con “Perdere l’amore”), ma l’input che ha fatto divampare in me la passione per il canto è avvenuto l’anno successivo, nel 1989, quando vidi Anna Oxa e Fausto Leali cantare “Ti lascerò”. Iniziai, così, a studiare canto e musica divenendo in breve tempo una bambina prodigio. Ho iniziato esibendomi nei primi festival canori prima nell’agro nocerino-sarnese, poi in quelli nazionali e in manifestazioni a carattere culturale. In età adolescenziale, col tempo e l’esperienza, ho iniziato a scrivere anche testi di canzoni e poesie, per trasmettere le mie idee, le mie emozioni, i miei punti di vista, il mio modo di vedere il mondo. Mi sono laureata al Conservatorio di Salerno con il massimo dei voti e la lode, dopodiché ho incominciato anche a comporre musica ed arrangiamenti».

Come sei arrivata alla conduzione?

«Sono sempre stata affascinata ed attratta dalla televisione, in particolare amavo i grandissimi varietà del sabato sera e i miei modelli di riferimento sono sempre stati Pippo Baudo e Raffaella Carrà. Alla conduzione però sono approdata un po’ per caso. Quando mi esibivo raccontavo sempre degli aneddoti tra un brano e l’altro e amavo conversare e il pubblico spesso si complimentava. Ascoltandomi, piano piano mi proposero di presentare diverse cose. Ho iniziato sostituendo improvvisamente un moderatore mancante ad un evento culturale. In questo campo ho avuto l’onore di presentare tantissimi concerti ed eventi. Dal periodo del lockdown è attualmente in corso per me una nuova avventura: la conduzione radiofonica».

Tornando alla musica,  da dove trai spunto per la scrittura dei tuoi brani?

«Quando scrivo traggo ispirazione dal quotidiano, poi avviene la fase del pensiero, il quale poi viene metabolizzato. L’ultima fase è quella creativa, in cui il testo nasce di getto e solitamente non viene mai modificato».

Ci vuoi parlare di “Nuvole”?

«Nuvole” è un brano a cui sono molto legata perché interamente realizzato da me: testo, musica ed arrangiamenti. È uscito il 25 Agosto 2020 e oggi è ancora programmatissimo in radio. C’ho creduto sin dall’inizio, anche per il suo carattere distante da quello che di solito s’ascolta oggigiorno. Non è un brano commerciale, cantautorale nella struttura, ma con sonorità contemporanee, ha avuto un imprinting fortissimo sulle persone e sul pubblico che l’ha ascoltato. È stato trasmesso negli USA, in Argentina, in Francia, in Spagna, in Albania, in Romania, in Russia…».

Parlami di “Dietro il velo della Libertà”, tuo ultimo brano uscito lo scorso 5 Novembre 2021.

Dietro il velo della Libertà”, di cui sono autrice del testo (la musica, invece, è di Igor Leone e gli arrangiamenti di Sebastiano Forte) è dedicato alle donne mediorientali e non vittime di violenza. Questo brano fu distribuito come singolo nel 2006, ma visto il potente messaggio che trasmette ho deciso di reinciderlo con la voce, le emozioni e i vissuti della donna che sono oggi.»

È interessante e suggestivo il modo in cui tu hai rispetto del frammento temporale. Ora vorrei farti una domanda un po’ alla Marzullo: La Musica senza il mondo non è nulla o è il mondo che ha incessantemente bisogno della Musica?

«È un interscambio, sono elementi che non si possono separare. Non puoi scrivere se non vivi nel mondo, se non ti emozioni, se non soffri, se non hai dei vissuti, delle sofferenze. Se la vita scorre piatta non hai nulla da raccontare. La curiosità e la sensibilità verso il sociale mi ha poi permesso di approdare anche alla musicoterapia, strumento molto forte per confrontarsi con il sociale, verso chi ha bisogno e poi, per una maggiore conoscenza di sé stessi: per un dialogo più intimo e profondo».

Cosa bolle nella pentola di Giulia per il 2022?

«Usciranno dei brani, ma con dei tempi di distanza, poiché ho bisogno di metabolizzare, di riflettere e non correre. Quando scelgo un brano lo scelgo perché mi ha emozionato. Seguo il mio istinto. Il brano che scelgo deve fotografare la mia vita in quel preciso momento».

Tu che sei anche una docente di musica nella scuola secondaria di I grado che consiglio daresti a chi vuole fare canto ma è scoraggiato?

«Lo dico anche ai miei alunni: bisogna studiare, reinventarsi, rigenerarsi, avere costanza, ma il motore che permette il superamento anche degli ostacoli è la motivazione».

Grazie Giulia per le bellissime parole che infondono forza e speranza anche in chi non voglia fare canto nella vita, ma voglia semplicemente viverla con passione!

«Grazie a te, caro Christian».

E grazie ancora a Giulia anche per le belle fotografie che ci ha inviato! 

© IL QUOTIDIANO ONLINE • 2021 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Christian Liguori

Classe '97, studente laureando di “Archeologia e Storia dell'Arte” all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Dopo aver conseguito una laurea triennale in “Beni Culturali e Discipline delle Arti e dello Spettacolo” all’Università degli Studi di Salerno, e pubblicato “Paolo Barca e la frantumazione della logica cerebrale umana”, un saggio di cinema sul regista Mogherini, ha maturato esperienze in svariati campi: dalla pubblicazione di articoli per un blog e una redazione online, a quella di filmati su YouTube e pagine Facebook; dalla partecipazione come interprete in spettacoli teatrali e cortometraggi, all’attivismo associativo per la cultura e l’ambiente. Di recente anche conduttore web-televisivo (un tempo radiofonico), è da sempre specializzato in recensioni di film. Curerà la rubrica “Il Cinema secondo Liguori”

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