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«Il Papa doveva morire»: quaranta anni dall’attentato a Giovanni Paolo II

Città del Vaticano, 13 maggio 1981. Qualche minuto dopo essere entrato in piazza San Pietro per l’udienza generale del mercoledì, mentre si trovava a bordo di una piccola jeep bianca scoperta, Papa Giovanni Paolo II, fu colpito da due proiettili sparati da Mehmet Ali Ağca, appartenente al gruppo di estrema destra turco dei Lupi grigi. I colpi sparati da Ali Ağca, che era un tiratore esperto, ferirono gravemente il pontefice. I proiettili colpirono l’addome e perforarono il colon e l’intestino tenue. Ali Ağca subito dopo aver sparato si diede alla fuga nella piazza gremita di fedeli, ma venne rapidamente catturato. Soccorso immediatamente, il Santo Padre fu trasportato al Policlinico Gemelli di Roma.  Appena arrivato in ospedale, dopo l’estrema unzione, venne sottoposto a un intervento chirurgico durato più di 5 ore, per fermare l’abbondante perdita di sangue e per operare le ferite all’addome, riuscendo a sopravvivere.

13 maggio 1981, l’attentato a Giovanni Paolo II in piazza San Pietro (Ansa)

Quel giorno il papa doveva morire, a distanza di 40 anni sono ancora tanti i misteri dietro l’attentato di Giovanni Paolo II. Alle ore 17.17 di quel pomeriggio di maggio, si è verificato uno degli attentati più gravi e inspiegabili nella storia del secondo novecento. Perché Ali Ağca voleva uccidere il papa? Se esistono, chi sono i mandanti? Le lunghe inchieste, eseguite dalla magistratura italiana, non portarono mai a scoprire la verità. Negli ultimi decenni sono state seguite diverse piste di indagine che non hanno portato a importanti risultati. La pista d’indagine più significativa, farebbe presumere che l’attentato sia stato commissionato alla mafia turca (per cui Ali Ağca avrebbe lavorato) dai servizi segreti bulgari su richiesta dell’Unione Sovietica.

Bugie, errori d’indagine, insufficienza di prove e insabbiamenti hanno reso impossibile scoprire il movente dell’attentato.  L’unica cosa di cui siamo certi è che quel giorno il papa doveva morire. Com’è possibile che l’assassinio sia fallito? Ağca sparo al papa da una distanza di 4 metri, era un killer esperto e non aveva mai sbagliato un colpo. Ali Ağca non ha mai nascosto agli inquirenti il suo stupore per l’attentato fallito.

Il papa si è salvato per miracolo oppure per un colpo di fortuna? Giovanni Paolo II non aveva dubbi, a salvargli la vita era stata la Madonna di Fatima. “Una mano ha sparato, l’altra ha deviato la pallottola” disse Wojtyla. Ancora convalescente in ospedale il pontefice, colpito dalla coincidenza tra la data dell’attentato e la data della prima apparizione della madonna ai tre pastorelli portoghesi, si fece portare il fascicolo contenente il terzo segreto di Fatima. Il contenuto del segreto, che predice la morte di un vescovo vestito di bianco ai piedi della croce per mano di un gruppo di soldati, verrà rivelato soltanto durante il Grande Giubileo del 2000.  Il papa, convinto dell’azione salvifica della Vergine Santa, fece incastonare all’interno della corona della statua della Madonna di Fatima uno dei due proiettili che lo avevano trafitto.

Per approfondire l’argomento si consiglia la lettura del nuovo libro di Antonio Preziosi, pubblicato nel 2021, dal titolo “Il Papa doveva morire, La storia dell’attentato a Giovanni Paolo II” (edizioni San Paolo).   

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di Adriano Maria Guida

Classe '96, ambientalista e attivista civico. Nasce a Roma, la città eterna. Giovane attivista cattolico impegnato nella lotta contro l’inquinamento globale e la tutela dell’ambiente. Studia “Lettere Moderne” presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Nel 2014 entra a far di “Legambiente”, una delle più importanti associazioni ambientaliste d’Italia. Il suo impegno nel mondo giovanile e nell’associazionismo inizia già nel periodo scolastico. Negli anni del liceo, infatti, ha ricoperto la carica di rappresentante alla Consulta Provinciale degli Studenti di Salerno per l’“IIS Parmenide” di Vallo della Lucania dove ha conseguito il diploma di maturità classica. A dicembre del 2015 ha fondato il Circolo Legambiente “Ancel Keys” Torchiara- Alto Cilento, di cui è Presidente. Attualmente è anche membro del consiglio direttivo di Legambiente Campania e riveste la carica di vicecoordinatore del Coordinamento Provinciale dei Forum dei Giovani della Provincia di Salerno. Il suo motto è "pro veritate adversa diligere" che significa "per amore della verità amare le cose avverse”. Curerà la rubrica “L’Altra Chiesa”

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Conversazione con Giulia D’Alessandro e la sua vita carica di racconti e di musica

Cantante, cantautrice, conduttrice, organizzatrice di eventi socio-culturali, docente, musicoterapeuta. In campo musicale vanta oltre 25 anni di attività e numerosi consensi in Italia e all’Estero. Da annoverare i seguenti traguardi: semifinalista nazionale nel 2002 dell’Accademia di Sanremo e nel 2018 semifinalista nazionale di Area Sanremo Tim.

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