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La realtà va focalizzata! – Recensione di “Lasciami andare” (Mordini, 2020)

Di recente l’ormai fuoriclasse italiano Stefano Accorsi, interprete che ha conseguito sia un Nastro d’Argento sia un David di Donatello per “Veloce come il vento” di Rovere del 2016, ha compiuto 50 anni.

Scopriamo insieme il suo ultimo film “Lasciami andare” del regista Stefano Mordini (2020).

Presentato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia come adattamento cinematografico del romanzo “Sei tornato” di Christopher Coake, il lungometraggio mette a nudo la tristezza di una Venezia spesso con l’acqua alta, la cui resa corrisponde a quella del volto di uno Stefano Accorsi ben calato nel ruolo di padre che si sente in colpa per aver messo in passato in castigo il figlio nella sua cameretta, perché poi da quella stanza il piccolo Leo ci è uscito, per poi andar via per sempre, in un altro mondo.

Lasciami andare” è un dramma psicologico che si serve di un thriller per essere narrato sotto un’altra luce, in grado di illuminare quella parte irrazionale della nostra mente che, in fondo, ci ha portati almeno una volta a credere nei cosiddetti “morti viventi” o fantasmi, presenze, creature che sopravvivono con noi anche quando pensiamo che ci abbiano lasciato per sempre.

Qualche imperfezione di sceneggiatura o sbavature nella recitazione di Valeria Golino hanno contribuito a non rendere questo un capolavoro, ma meritevole di visione lo è sicuramente questo prodotto italiano universale che suggella il senso che si cela dietro il concetto secondo il quale “la realtà è misteriosa perché è un continuo focalizzare”: dunque, lasciamo andare i troppi tormenti razionali e abbracciamo le sensazioni interiori. Che forse, a volte, sono più vere di quelle esteriori.

Valutazione: Ottimo 🌟 🌟 🌟 🌟

© IL QUOTIDIANO ONLINE – 2021 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Christian Liguori

Classe '97, studente laureando di “Archeologia e Storia dell'Arte” all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Dopo aver conseguito una laurea triennale in “Beni Culturali e Discipline delle Arti e dello Spettacolo” all’Università degli Studi di Salerno, e pubblicato “Paolo Barca e la frantumazione della logica cerebrale umana”, un saggio di cinema sul regista Mogherini, ha maturato esperienze in svariati campi: dalla pubblicazione di articoli per un blog e una redazione online, a quella di filmati su YouTube e pagine Facebook; dalla partecipazione come interprete in spettacoli teatrali e cortometraggi, all’attivismo associativo per la cultura e l’ambiente. Di recente anche conduttore web-televisivo (un tempo radiofonico), è da sempre specializzato in recensioni di film. Curerà la rubrica “Il Cinema secondo Liguori”

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