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“Un mondo sotto social” dei Soldi Spicci è la “fiaba cartoon” catartica del momento

Il mese di Luglio si chiuse con l’intervista a Francesca Bella, dolcissima e talentuosa attrice che fa una piccola, ma significativa parte, in un film appena uscito ieri nelle sale italiane.

È probabile che il primo lungometraggio che vede registi (oltre che interpreti principali) i Soldi Spicci, ossia i coniugi Annandrea Vitrano e Claudio Casisa, ovvero Un mondo sotto social (2022), si trascinerà dietro una serie di riconoscimenti.

MEDIUM

Infatti, la commedia in Italia è forse il primo film che affronta la tematica dei social e degli influencer, riuscendo però a coinvolgere lo spettatore portandolo a riflettere catarticamente (facendogli sentire come un macigno dentro) sul peso degli effetti spasmodici della viralità, e non solo: la pellicola pone incredibilmente sullo stesso piano il bello e il brutto, poiché entrambi gli espedienti di Nadia e della Vitrano, ad esempio, generano reazioni incontrollate negative, ovvero apparenti.

A completare il quadro, come se non bastasse, ci pensano i media, per mezzo di un giornalista che rende notizia il falsente rendendolo falsato, ovvero: non sono i social a renderci ciechi, ma siamo noi abbastanza ciechi, forse, da non accorgerci che la verità non è quel che vogliamo che sia, ma ciò che abbiamo dimenticato che siamo.

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Dunque, questa è una pellicola che crea un buon mix tra fiaba, favola ed attualità, con tanto di morale conclusiva e virtuosa, ma senza puntare il dito, anzi, bensì accompagnata dagli applausi (si veda una delle scene finali). Ironico e delicato il richiamo implicito al finale triste del Sorpasso in un epilogo dove il protagonista invita a stare attenti a non fare un incidente, sminchiando così il lieto fine.

È esemplificativo tutto questo di come la regia attoriale abbia scelto di non abbracciare né la satira di denuncia né la barzelletta volgare o meno (non mancano, comunque, interessanti spunti satirici), pur restando fermamente ancorata ai difficili tempi artificiosi ed artificiali che stiamo vivendo, confezionando così un prodotto genuino adatto a grandi e piccini, che altro non è che una sorta di fiaba cartoon ambientata nel mondo che viviamo.

THE SPACE CINEMA

Inevitabile, dunque, che la “fantasia” trascini con sé nella “realtà” due momenti persino commoventi, momenti teatrali di siparietti divertenti (si distingue la pura naturalezza dell’attrice evidentemente da palcoscenico Francesca Bella) e addirittura minuti che faranno scuola di omaggio-parodia alla Sicilia e al suo dialetto, come ricordando senza citazione i maestri siculi della parodia, che son stati Franco e Ciccio.

A dire il vero, anche il cinema siciliano comico contemporaneo si sente forte negli echi di rimando ai film di Ficarra e Picone, ma nonostante tutto il duo comico, affiatato più che mai anche per legami di sangue, trova un equilibrio perfetto ed una cifra originale, sebbene in due istanti si riveli un piccolo intoppo da parte di Casisa.

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Insomma, quantunque il cast sia ben diretto e certi attori siano veramente bravi (non mancano caratteristi di talento!) come la protagonista, lievi errori recitativi non mancano, ma il montaggio è perfettamente privo di bruschi stacchi e la fotografia rivela ardite sorprese, come una canzone autenticamente “della casa” intitolata Senza filtri e geniale nella sua orecchiabilità e semplicità verbale.

Certe battute variegate tra ironia verbale ed ironia situazionale funzionano, anche se altre non fanno ridere o sono puerili ed infantili. Si deve migliorare, ma l’equilibrio comico tra prima e seconda parte è garantito dall’ottima squadra, benché il lavoro non sia privo di due scontatezze, un paio di facilitazioni di trama ed una situazione irreale non giustificata.

MONDOSPETTACOLO

Insomma, Un mondo sotto social non sarà un film perfettamente riuscito (anche se è straordinario riprendere i dialoghi surreali di Pozzetto con cani e cavalli, sostituendo agli animali un’auto vintage nel segno di una Modernità che non dimentica il proprio Passato), ma è capace di fumettizzare una realtà più drammatica che comica, paradossalmente senza rinunciare a nessuna delle due ricette appena espresse.

Per capire questo, bisogna guardare oltre quell’apparenza, cui, tuttavia, forse siamo abituati.

Senza che sia colpa dei social.

© IL QUOTIDIANO ONLINE • 2022 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Christian Liguori

Classe '97, studente laureando di “Archeologia e Storia dell'Arte” all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Dopo aver conseguito una laurea triennale in “Beni Culturali e Discipline delle Arti e dello Spettacolo” all’Università degli Studi di Salerno, e pubblicato “Paolo Barca e la frantumazione della logica cerebrale umana”, un saggio di cinema sul regista Mogherini, ha maturato esperienze in svariati campi: dalla pubblicazione di articoli per un blog e una redazione online, a quella di filmati su YouTube e pagine Facebook; dalla partecipazione come interprete in spettacoli teatrali e cortometraggi, all’attivismo associativo per la cultura e l’ambiente. Di recente anche conduttore web-televisivo (un tempo radiofonico), è da sempre specializzato in recensioni di film. Curerà la rubrica “Il Cinema secondo Liguori”

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