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In cima alla torre

Una delle torri più famose, protagonista di esperimenti scientifici, ha più di una storia da raccontare

Bologna: città delle torri…

Bologna è una di quelle città con così tanto da offrire che, come spesso succede, non le basta un solo nome per ricordare a tutti le sue peculiarità. Non solo è chiamata la ‘città dotta‘ o la ‘città rossa‘ per il colore dei suoi edifici, ma è anche la ‘città delle torri‘. Quella più famosa è la torre degli Asinelli, simbolo della città e, con i suoi 97,20 m di altezza, anche la più alta torre medievale d’Italia. La torre pende 2,23 m verso ovest e ha 498 scalini. In passato era usata come torre di avvistamento (fu costruita intorno 1100), ma poi acquistata dal comune nel 14° secolo come prigione e fortilizio. Addirittura erano soliti rinchiudere i criminali in una gabbia di ferro agganciata alla torre e sospesa a 20 m da terra, fino alla loro morte.

Foto di Rossella Elefante

…e degli esperimenti scientifici

La torre, proprio grazie alla sua altezza, ospitò diversi esperimenti scientifici. Nel 1600, fu l’abate Giovanni Battista Riccioli a dare il via ad una serie di esperimenti sulla teoria dei gravi formulata da Galileo. Alla fine del 1700, l’astronomo e fisico bolognese Giovan Battista Guglielmini si dedicò alla prima verifica sperimentale, condotta con metodi moderni, della rotazione terrestre.

Egli dimostrò, prima di Focault, che la Terra ruota intorno al proprio asse. Per l’esperimento, si servì della tromba delle scale, lanciando verso il basso palline di piombo. Lo scopo era quello di misurare lo spostamento verso est, rispetto alla verticale, di un grave in caduta libera per effetto della rotazione. Ebbe qualche difficoltà causate dal vento proveniente dai fori nelle pareti della torre che ne compromisero, anche se di poco, la misura (si parla di millimetri). Nonostante ciò, riuscì a pubblicare i risultati dell’esperimento nel trattato ‘De diurno terrae motu’.

La tromba delle scale
La vista in cima alla torre sulla città di Bologna

Nonostante palle di cannone, incendi e fulmini che ne hanno minacciato la stabilità, la torre è ancora lì. Chissà se un giorno sarà nuovamente protagonista di un esperimento scientifico in grado di riscrivere la scienza o anche solo di confermarla. Nel frattempo, godiamoci la fantastica vista a 360 gradi sulla città di Bologna che la torre regala dopo una faticosa salita in cima. E se nel mentre avvertite una sensazione di vertigine, sappiate che è il nostro senso dell’equilibrio che cerca di adattarsi all’effetto dell’inclinazione della torre.

© IL QUOTIDIANO ONLINE 2022 RIPRODUZIONE RISERVATA

Per saperne di più: https://ilquotidianoonline.eu/2022/12/28/bologna-via-piella-mostra-i-cambiamenti-climatici/

di Marianna Fusco

Una mente scientifica e un'anima letteraria, affascinata da qualsiasi cosa abbia una storia da raccontare. Curerà la rubrica “Reticoli di Idee”

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