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La ri-nascita dell’Aglianicone

Il vino può essere un insegnante migliore dell’inchiostro.
(Stephen Fry)

L’Aglianicone è uno dei genitori del più famoso e diffuso Aglianico.
Di recente è stato dimostrato, grazie agli studi sul DNA, che dal suo incrocio con la Cannamela (uva autoctona dell’isola di Ischia) si è generato l’Aglianico.
L’Aglianicone è, quindi, il padre dell’Aglianico e sotto il profilo cronologico si colloca tra i più antichi vitigni cilentani.

Un grappolo di Aglianicone

Esso scomparve anni fa per la sua scarsa produzione, causata dall’acinellatura dolce e dall’attacco della Fillossera, micidiale parassita. Nonostante l’abbandono, l’Aglianicone è riuscito a resistere in ceppi isolati su terreni poco sfruttati e grazie all’impegno di alcuni produttori locali si è preservato sino ad oggi.

L’Associazione Terre dell’Aglianicone, presieduta dall’enologo e produttore vitivinicolo Ciro Macellaro, nasce nel 2010 allo scopo di promuovere e divulgare la conoscenza di questo antico vitigno.

A questa associazione, che vanta 2 partecipazioni al Vinitaly, partecipano 25 aziende vitivinicole cilentane e con il passare del tempo la produzione è in aumento, grazie al grande successo che sta riscuotendo tra gli amanti dei vini rossi.

Una selezione di etichette di Aglianicone

I vini ottenuti da uve di Aglianicone sono caratterizzati da un ottimo contenuto alcolico e dalla presenza di tannini poco aggressivi, che riducono di molto il tempo di affinamento, senza però far perdere, in termini di intensità, alcuna proprietà aromatica.

L’Associazione, in una delle sue ultime assemblee, ha stabilito come modalità di evoluzione condivisa, l’affinamento in anfora. Ne berremo delle belle.

© Foto di Federico Mazza

© IL QUOTIDIANO ONLINE – 2021 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Sergio Claudini

Classe 2000. Dopo aver conseguito la maturità classica al Liceo Classico “G. B. Vico” di Nocera Inferiore, nel 2019 si iscrive alla facoltà di “Scienze dei Beni Culturali”, indirizzo archeologico, all’Università degli Studi di Salerno. L’amore verso l’arte e la bellezza in generale, lo ha spinto fin dai banchi del liceo a coltivare diverse passioni, prime fra tutte la lettura, la scrittura e il teatro. Muove i primi passi nel campo dell’attivismo studentesco, entrando a far parte del collettivo “Nessun Esclus”. Inizia ad occuparsi dell’organizzazione di eventi per sensibilizzare sulla discriminazione di genere, ma anche manifestazioni studentesche e proteste ambientaliste, tra cui quelle organizzate da “Fridays For Future”. Un laboratorio che lo ha condotto verso nuove realtà associative, tra cui, l’associazione “Ridiamo vita al castello”. Coniuga gli impegni scolastici con quelli associativi, cavalcando l’onda di una crescente passione che tuttora lo alimenta e gli dà la grinta necessaria per indignarsi e provare a cambiare alcuni aspetti della realtà che lo circonda. Per lui, i sogni non vanno depositati sottochiave in un cassetto, anzi, devono essere realizzati. Curerà la rubrica “Noi siamo Tempesta: parola ai 2000”

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