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Caffeinomani, oggi è la vostra festa!

Espresso, lungo, macchiato, decaffeinato, corretto, leccese, americano, ecc.
Si celebra proprio oggi la Giornata Internazionale dedicata a una delle bevande più consumate al mondo

Prendere un caffè è una coccola per se stessi, un attimo di relax, un rito che fa parte della giornata di molti, ma soprattutto una scusa per condividere del tempo con persone care o che non si incontrano da tanto. L’obiettivo della celebrazione è dare la giusta attenzione a questo prodotto, affinché il mercato mondiale diventi sempre più sostenibile ed equo-solidale, partendo dall’operato di produttori e lavoratori del settore.
Il caffè è coltivato in oltre 70 Paesi, primo tra tutti il Brasile, seguito dal Vietnam, dalla Colombia e dall’Indonesia; la sua produzione spazia su circa 1000 varietà diverse. È, inoltre, il prodotto più scambiato al mondo, dopo il petrolio; qui in Italia ne vengono consumati ogni giorno 9,3 milioni.

Ma come arriva il caffè in Italia?
Il prodotto, che era dapprima usato e consumato esclusivamente nel mondo orientale, viene introdotto in Occidente dai Turchi e preparato per la prima volta a Vienna. In Italia arrivò intorno al 1570 grazie a Prospero Alpini, medico e botanico di Marostica, che lo portò a Venezia dopo un viaggio in Egitto, descrivendone un sapore simile alla cicoria. Entrò nel commercio dall’interno di una farmacia, poiché considerato alla stregua di un “medicinale”.

Il caffè fu percepito, però, come una bevanda pagana per la sua origine, almeno fino a che Papa Clemente VII lo benedisse e lo accettò nel mondo cristiano. Oggi è veicolo di solidarietà tramite l’iniziativa napoletana del caffè sospeso, grazie a cui nei bar partenopei si può acquistare, oltre al proprio, anche un caffè per uno sconosciuto successivo cliente del bar.

Il profumo della moka, in Italia, è il profumo del mattino.
Ma voi buttate via i fondi di caffè? Potreste riutilizzarli per fare un ottimo scrub alla vostra pelle, per eliminare gli odori dal frigorifero, per fertilizzare il terreno e allontanare i parassiti, per tingere in maniera naturale tessuti o carta.


Alcune informazioni sono state riprese dal sito www.cibo360.it.
L’immagine è stata ripresa dal sito www.foodweb.it.

© IL QUOTIDIANO ONLINE • 2022 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Rosa Elefante

Studentessa non ancora esaurita, idealista non ancora disillusa, sognatrice non ancora sveglia. Curerà la rubrica “Sentieri, Storie e Territori”

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