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Tokyo 2020: l’estate da sogno dell’Italia dei record

L’estate 2021, quella della ripartenza, della rinascita dopo l’emergenza sanitaria da Covid-19, verrà ricordata non solo per il caldo record, ma anche e soprattutto per i prestigiosi traguardi raggiunti dall’Italia nello sport e non solo

Dopo la vittoria dei Måneskin all’Eurovision Song Contest 2021 e la soddisfazione di aver portato il calcio a Roma, pardon, di aver portato a casa il titolo di Campioni d’Europa battendo la nazionale inglese agli Europei 2020, l’Italia si dimostra ancora famelica di vittorie raggiungendo quota 40 medaglie ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020. 10 ori, 10 argenti e 20 bronzi, è questo lo score totale ottenuto dagli atleti dell’Italia Team Tokyo 2020 durante queste Olimpiadi, meglio sia di Los Angeles 1932 che di Roma 1960, due delle edizioni più proficue per l’Italia.

In tutto gli ori conquistati nelle varie discipline sono dieci: Luigi Busà nel karate, specialità kumite; Caterina Banti e Ruggero Tita nella vela; Valentina Rodini e Federica Cesarini nel canottaggio doppio pesi leggeri; Simone Consonni insieme a Jonathan Milan, Francesco Lamon e Filippo Ganna nel ciclismo su pista con inseguimento a squadre; Vito dell’Aquila nel taekwondo.

La disciplina dove, però, l’Italia ha eccelso e dimostrato di essere in un vero e proprio stato di grazia è in quella cosiddetta regina, ossia, nell’atletica leggera; cinque, infatti, i massimi podi conquistati dagli atleti azzurri: quello di Antonella Palmisano e di Massimo Stano nella marcia di 20km, l’oro alla staffetta 4×100 conquistato dal quartetto Marcel Jacobs, Lorenzo Patta, Fausto Desalu e Filippo Tortu.

Sono due, in particolare, gli ori che rimarranno per sempre indelebili nella memoria degli italiani, e che dimostrano al mondo intero che l’Italia, quando vuole, corre più veloce e salta più in alto di tutti: il fenomenale 9”80, record italiano ed europeo del “lampo azzurro” Marcel Jacobs, medaglia d’oro nei 100 metri, nessun azzurro come lui e poi, lo strabiliante 2.37 del “mesosferico” Gianmarco Tamberi, altro oro nel salto in alto.

Queste performance atletiche potrebbero, anzi è già così, far considerare questi atleti come degli eroi sportivi nazionali, in realtà dietro ogni vittoria c’è l’umiltà, il sacrificio, l’impegno, la dedizione, il carattere, la sofferenza, la voglia di dimostrare, a se stessi e agli altri, di poter fare di più, di poter dare di più, ma soprattutto, di valere più di un pezzo di metallo ed essere da esempio.

Ed ecco allora che lo sport si trasforma nella più potente metafora della vita, veicolo principe per gli insegnamenti più importanti. Gianmarco Tamberi e l’amico-avversario Mutaz Barshim, dopo la gara avrebbero potuto continuare a saltare, non “accontentandosi” così della vittoria per ex-equo, è, invece, con umiltà e mancanza di avidità che decidono che va bene così, e festeggiano, ognuno a modo proprio, con la tipica gioia che contraddistingue le grandi vittorie a seguito di enormi sacrifici. Marcel Jacobs, il velocista gareggia dopo la vittoria di Tamberi, egli non si fa prendere dal panico o dall’invidia, anzi quella vittoria, e forse anche l’abbraccio che Tamberi ha avuto con Barshim, lo carica della giusta forza, della giusta rabbia, per abbagliare, proprio come fanno i fulmini quando sta per scatenarsi un temporale, l’arena dei giochi olimpici di Tokyo 2020.

ITALIAN HIGHER POWER!

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Immagini riprese dalla Pagina Facebook “CONI“.

© IL QUOTIDIANO ONLINE 2021 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Pierpaolo Luigi Senatore

Classe '87. Destinato all'avvocatura dopo aver conseguito la maturità classica presso il liceo classico G.B. Vico di Nocera Inferiore, si iscrive alla facoltà di giurisprudenza presso l'Università Federico II di Napoli, convinto di dover proseguire la tradizione di famiglia. Dopo tre anni di studio del diritto capisce che quel percorso non si confà alla propria personalità e decide di iscriversi alla facoltà di Design, Comunicazione e Marketing per completare gli studi. Persuaso che per trovare la propria strada sia necessario fare diverse esperienze, cambia spesso lavoro cercando di trovare ciò che davvero lo appassiona. Per puro caso capisce che la sua vera vocazione è scrivere e che la sua più grande aspirazione è quella di diventare un giornalista capace di raccontare dei tempi che corrono con coraggio, passione ed onestà intellettuale. Sempre alla ricerca di nuovi stimoli, serafico e con una naturale propensione al dialogo, predilige scrivere di attualità, arte, cultura, turismo, territorio, sociale e ambiente, ossessionato dalle moto.

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