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Dove vanno le anatre d’inverno quando il lago ghiaccia?

La curiosità del giovane Holden e la spiegazione della scienza ai comportamenti peculiari dell’acqua

Chi ha letto il giovane Holden di Salinger sa che molte sono le domande che assillano Caulfield, il protagonista. Una è quella celeberrima che il ragazzo rivolge a un signore: «Sa le anatre che stanno in quello stagno vicino a Central Park South? Mi saprebbe dire per caso dove vanno le anatre quando il lago gela? Lo sa per caso?». La risposta invece forse nessuno la sa. Nella scienza porsi le giuste domande, essere curiosi e affascinati dal mondo che ci circonda è di gran lunga più importante che formulare risposte esatte. La conoscenza è ricerca continua. 

Come il giovane Caulfield molti, davanti a un lago, si saranno posti delle domande, magari preoccupandosi della salute dei pesci che abitano le sue acque anche d’inverno quando il lago ghiaccia. In realtà l’acqua può restare liquida anche sotto gli 0°. Anzi, in alcune circostanze, iniziare a solidificare anche al di sopra dello zero: dipende tutto dalla pressione. Ma questa non è l’unica particolarità dell’elemento più abbondante in natura. L’acqua infatti ha molte caratteristiche peculiari. 

L’acqua e le sue peculiarità

Una delle proprietà insolite è che il ghiaccio solido ha una densità circa dell’8% inferiore a quella dell’acqua liquida. A partire da 4° C al diminuire della di temperatura le molecole iniziano a disporsi in geometrie esagonali. Grazie alla disposizione degli atomi di idrogeno che la compongono si forma infatti il ghiaccio. Questa particolare struttura fa sì che il ghiaccio galleggi impedendo che l’acqua sottostante continui a raffreddarsi e si congeli. In questo modo si preserva la vita acquatica e si permette ai molti appassionati di praticare il pattinaggio su ghiaccio. 

Un’altra caratteristica del ghiaccio è inoltre che, a differenza di altri solidi, risulta essere più scivoloso, permettendo a chi pattina di non diminuire la sua velocità in modo consistente. Sotto l’azione della forza peso, che attrae il corpo verso il basso, il ghiaccio si scioglie di poco creando un sottile strato di acqua che permette di scivolare. Se poi si diminuisce la superficie di contatto, come avviene nei pattini, la pressione aumenta e questo fa sciogliere più velocemente il ghiaccio. Anche le molecole prossime alla superficie hanno una maggiore mobilità. 

È davvero interessante rendersi conto di quanta scienza c’è dietro semplici azioni e, se solo fossimo più curiosi verso il mondo che ci circonda, la natura saprebbe sicuramente stupirci con la sua bellezza e complessità. E magari qualcuno troverebbe anche una risposta per il giovane Caulfield. 

© IL QUOTIDIANO ONLINE 2021 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Marianna Fusco

Una mente scientifica e un'anima letteraria, affascinata da qualsiasi cosa abbia una storia da raccontare. Curerà la rubrica “Reticoli di Idee”

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