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La Pizia: una figura misteriosa a capo dell’oracolo più famoso dell’antichità

La sacerdotessa, a capo dell’oracolo, aveva un potere ed una responsabilità enormi per i consigli impartiti: era pensiero comune che le sue profezie fossero ispirate direttamente dallo spirito del dio Apollo

Nascosto tra le frastagliate valli del Monte Parnaso, Delfi rappresenta uno dei siti dell’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) più importanti della Grecia ed uno dei luoghi sacri più importanti dell’antichità. Nell’Antica Grecia, infatti, Delfi era ritenuta essere il centro del mondo.

La leggenda narra che Zeus, avendo posto due aquile ai capi del mondo, volle che si incontrassero al centro di esso. I due uccelli, partendo insieme e volando alla stessa velocità, incrociarono i loro percorsi su Delfi, decretata come centro del mondo e luogo in cui fu posto l’omphalos.

L’Oracolo di Delfi

Dal VII secolo a.C. al IV secolo d.C., l’Oracolo di Delfi fu in grado di influenzare le sorti della Grecia.

Da ogni angolo del mondo antico, infatti, giungevano all’Oracolo di Delfi pellegrini per ricevere risposte su questioni relative sia alla vita pubblica che a quella privata e le delegazioni (theoriai) delle grandi città in cerca di risposte su questioni relative alle cariche pubbliche, alla vita politica ed alla guerra.

La Pizia

La Pizia, la sacerdotessa, a capo dell’oracolo, aveva un potere ed una responsabilità enormi per i consigli impartiti: era pensiero comune che le sue profezie fossero ispirate direttamente dallo spirito del dio Apollo, entrato in contatto con lei.

Non si hanno certezze su come le ragazze venissero scelte per diventare Pizia, ma è molto probabile che, alla morte della sacerdotessa, una delle discepole del tempio venisse scelta per succederla. Si trattava di donne native di Delfi aventi una vita sobria ed avere buon carattere. Diventata Pizia, tale donna doveva lasciare ogni responsabilità familiare, separarsi dal marito ed anche dalla sua identità individuale.

Inizialmente la Pizia fu una donna proveniente da una famiglia influente, ma negli ultimi anni di attività dell’oracolo anche le donne paesane vennero scelte per ricoprire tale ruolo per la loro buona attitudine a parlare con il dio. In una società fortemente patriarcale, le donne del tempio avevano molte libertà e molti vantaggi e ciò era agognato da molte donne greche. Le donne dell’oracolo erano esenti dal pagare le tasse, potevano avere proprietà e partecipare agli eventi pubblici, avevano un salario ed un alloggio fornito dallo stato e a volte persino corone d’oro.

La guerra, uno dei temi più “trattati” dall’Oracolo di Delfi

La guerra era uno dei temi su cui maggiormente l’Oracolo di Delfi veniva consultato e, in moltissimi casi, la guerra non veniva dichiarata se l’Oracolo non avesse fatto una previsione favorevole sull’esito. Ci sono pervenuti oltre 500 oracoli e ben più della metà delle previsioni sono storicamente corrette, sebbene l’Oracolo, molto spesso, si esprimesse in modo criptico con l’obiettivo di non perdere credibilità, qualunque fosse stato il reale esito dell’evento profetizzato.

Secondo la tradizione, solo durante i mesi più caldi dell’anno, l’oracolo poteva effettuare profezie. Durante i mesi invernali, infatti, si pensava che Apollo lasciasse il tempio e che al suo posto vi si insediasse Dioniso.
Apollo tornava lì in primavera e, da quel momento, una volta al mese, la Pizia doveva sottoporsi a riti di purificazione, tra cui il digiuno, per prepararsi a comunicare con il divino. La Pizia doveva farsi il bagno nuda nella Fonte Castalia e poi bere le acque sacre della fonte presso cui viveva la naiade magica del tempio.

Il tempio di Apollo

All’entrata del tempio di Apollo erano incise due delle massime delfiche più famose: “Conosci te stesso” (γνῶθι σεαυτόν) e “Nulla in eccesso” (μηδὲν ἄγαν), oltre ad una enigmatica “E” che, secondo Plutarco, aveva varie interpretazioni.

Secondo molti studiosi queste massime erano da interpretare come la necessità dell’uomo di riconoscere la propria limitatezza e finitezza nei confronti del dio.

Chi voleva rivolgersi all’oracolo doveva sottoporsi ad un processo composto da diverse fasi.

Il primo passo era il viaggio verso Delfi, il secondo passo consisteva in una preparazione che aiutasse i supplicanti a formulare le domande ed in una processione sulla Sacra Via, portando foglie di alloro simboleggianti il lungo viaggio per giungere fin lì. La terza fase era quella della visita all’oracolo: il supplicante era in uno stato meditativo e pronto all’incontro con il divino.
Infine, c’era la fase del ritorno a casa, durante cui le risposte dell’Oracolo avrebbero avuto effetto attivo sul destino e sulle azioni di chi le aveva chieste.


Riguardo lo stato di trance in cui entrava la Pizia, molti studiosi si sono interrogati.
Le spiegazioni scientifiche per questa “connessione con il divino” fanno spesso riferimento a un’osservazione di Plutarco. Egli, che aveva presieduto il tempio come alto sacerdote di Delfi per molti anni, sosteneva che i poteri dell’Oracolo derivassero dai vapori della fonte che fluiva sotto il tempio.

I geologi hanno ipotizzato che questi “fumi” fossero dei gas allucinogeni derivanti dalla spaccatura delle placche tettoniche. Sulle rocce dove sedeva la Pizia, infatti, sono state trovate tracce di etilene, un gas dall’odore dolce che produce un leggero effetto narcotico.

L’autorità dell’oracolo di Delfi iniziò a decadere fino a perdere credito non appena il cristianesimo divenne la religione dominante nell’area.

Molte leggende suggeriscono che la concentrazione dei vapori divenne più debole, probabilmente perché il mancato verificarsi di un nuovo terremoto non produsse il solito effetto di diffusione dei gas.

Oggi, l’acqua che aiutava il trasporto dei gas al tempio di Delfi, è incanalata e condotta per sostenere il fabbisogno idrico della moderna città di Delfi.

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di Marianna Sorrentino

Classe '92. Divoratrice di libri e grafomane sin dalla tenera età. Classicista per formazione e per vocazione. Ama scoprire ed interessarsi a qualsiasi cosa riguardi la Letteratura, l’Arte ed i Mezzi Comunicativi. È un insieme di paradossi. Vulcanica, Riflessiva, ma anche Impulsiva. L'ironia ed il sarcasmo con cui “castigat ridendo mores” sono impressi nel suo DNA ed ama usarli per esprimere le sue idee rendendole leggere, ma nello stesso tempo pungenti. Curerà la rubrica “Ante Litteram”

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