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Pillole d’Arte

“Pillole d’Arte”
di Rosaria Esposito

 

La rubrica “Pillole d’Arte” nasce per dare un’impronta culturale al lettore e stimolare la sua curiosità verso la storia dell’arte.
Da un’impostazione che procede secondo il binomio generale-particolare, essa ha il fine di avvicinare il pubblico alla cultura attraverso l’esposizione di curiosità aneddotiche in merito ad artisti, opere e iconografie; presentazioni di dipinti, sculture, affreschi e opere di qualsiasi altra natura; trattazioni di iconografie affrontate in più opere d’arte al fine di comparare quest’ultime per uno sguardo di più ampio respiro; esposizione di aneddoti storici relativi ad eventi o figure che sono stati determinanti per la storia dell’arte.
Brevi presentazioni di facile comprensione e accessibilità volte alla riscoperta del patrimonio partenopeo e non solo, stimolandone la curiosità, la lettura e la sensibilizzazione.
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Napoli, una mostra per il Centenario di Sergio Bruni: la scoperta dell’uomo dietro l’artista

Foto, dipinti e ricordi sono esposti all'insegna di un approccio nuovo che racconta la carriera, i traguardi e la sensibilità dell'uomo

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Napoli, “Monne e Madonne”, nuova mostra alla Pietrasanta: l’Arte che finanzia l’Arte

Dal 9 ottobre è in corso una mostra tutta al femminile presso le storiche cappelle Pontano e del SS. Salvatore del complesso di Santa Maria Maggiore alla Basilica della Pietrasanta, nel centro storico di Napoli

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La Tavola Strozzi: storia e interrogativi sull’opera d’arte

Collocata nel Museo di San Martino, rappresenta una veduta della città di Napoli realizzata tra gli anni Sessanta e Ottanta del Quattrocento

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Le pitture nere di Francisco Goya: l’artista del macabro e dell’orrore

Un faro di luce sulla tela scopre nell'oscurità una figura bestiale e mostruosa che guarda l'osservatore in un'espressione famelica e folle quasi fossimo noi il prossimo pasto. Dalle pitture nere della Quinta del sordo, una delle rappresentazioni più suggestive e inquietanti dell'artista

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Arte – Palma Bucarelli, la rivoluzione è donna

Una grande storica d’arte che, con intelligenza e coraggio, ha saputo rivoluzionare il sistema museale italiano, un modello che ancora oggi sa dialogare con la società e si apre al mondo intero «Sono convinta che bisogna fare uno sforzo per dare al pubblico un museo degno del nostro Paese perché è diritto del pubblico vedere opere di maestri dell’Ottocento e del Novecento di cui sente parlare. E non vedo perché debba vederle su riproduzioni, peraltro spesso anche cattive, o deve andare per forza all’Estero. Ora, i 360 milioni sembrano molti ma per chiunque abbia conoscenza di queste opere, ormai introvabili, …

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Il Succorpo di Napoli, tra religione e potere

Avete mai pensato che l’arte è soprattutto espressione di status e potere politico? Eppure, a Napoli ne abbiamo tanti di esempi. Una delle opere più belle che costituisce, tra l’altro, il massimo esempio del Rinascimento Napoletano è il Succorpo di Napoli: una confessio interamente marmorea, posta al di sotto dell’altare della Cattedrale, dove magnificenza e raffinatezza brillano di un bianco marmo. Di committenza del cardinale Oliviero Carafa, i lavori per la cripta cominciano nel 1497 al fine di realizzare una degna custodia delle reliquie di San Gennaro, traslate grazie alla perseveranza del cardinale solo dopo sette anni dal ritrovamento delle …

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Le Matres Matutae: tra culto misterioso e matriarcato

Dei tanti tesori nascosti della Campania una delle collezioni più invidiate al mondo è la collezione di Matres Matutae conservata al Museo Campano di Capua, museo archeologico gioiello che splende sul suolo dell’antica Terra di Lavoro. Espressione di un antico matriarcato, esse rappresentano la divinità dell’Aurora, che dona la vita ed è madre di ogni cosa.  Un culto preromanico ancora poco chiaro e non ben decifrato che accresce notevolmente il mistero che si cela dietro queste statue, icone dell’affascinate approccio dell’uomo alla percezione della vita e della morte. Raffigurate come keurotropoi, ovvero nutrici di fanciulli, esse si presentano assise e …

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Censura nella storia dell’Arte: il caso del “Convito in casa di Levi”

Un’imponete scenografia sembra aprirsi a mo’ di quinta teatrale, presentando una serie di attori su questo enorme palcoscenico, nell’atto di un convito caotico, festoso. A vederlo sembra sentire il brulicante rumore di sottofondo della folla che sovrasta la scena, le cui voci si sovrappongono, si confondono, si perdono. L’immenso e bellissimo telero di Paolo Caliari, detto il Veronese, fu realizzato nel 1573 per il Convento domenicano dei Santi Giovanni e Paolo, in sostituzione di un dipinto di Tiziano di analogo soggetto bruciato precedentemente in un incendio. L’opera del Veronese, in tutta la sua maestosa magnificenza rappresenta uno dei casi esemplari …

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