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La felicità astratta – Recensione di “Bianca” (Moretti, 1984)

Il 18 Maggio un inesorabile lutto ha toccato il mondo della musica (e non solo): la scomparsa di uno dei più grandi cantautori italiani, Franco Battiato.

Premettendo che il “tuttofare” Nanni Moretti inserisse spesso sue canzoni nei suoi film, anche per ideologica sintonia, oggi omaggiamo entrambi i geni con “Bianca”, pellicola cult diretta, scritta ed interpretata da Nanni Moretti nel 1984, con Laura Morante e un giovanissimo Vincenzo Salemme, tra i vari.

Infatti, la colonna sonora spicca anche per la celebre “Scalo a Grado” di Battiato in una scena qui molto esilarante.

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Commedia drammatica dal finale amarissimo, vicina e distante rispetto alla commedia all’italiana più tradizionale, rinnovandola, vede al centro un uomo insoddisfatto con assuefazione della propria vita, il professor Apicella, che ha finito per preoccuparsi con ossessione di quella altrui.

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Lo tormenta il desiderio di scegliere una persona che resti per sempre, l’anti-cambiamento appagante per il raggiungimento di una felicità astratta, dimostrando così con salace e grottesca comicità la sua vera natura.

Se forse Nanni avesse rinunciato almeno a dirigersi ne sarebbe venuta fuori non solo una genialata già evidente, ma proprio un capolavoro (e invece il lungometraggio spesso coincide con la sceneggiatura, che fortunatamente è quasi perfetta).

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Per non struggersi ulteriormente tormentandosi, infine il protagonista preferisce non scegliere, tracciando così in un cinema comico e surreale il dramma kierkegaardiano dell’equazione scelta = esistenza.

“Bianca” rappresenta in una chiave esagerata il dramma dell’individuo che vuole cambiare gli altri, perché in fondo non ha il coraggio di cambiare se stesso.

Valutazione: Ottimo 🌟🌟🌟🌟/🌟🌟🌟🌟🌟

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di Christian Liguori

Classe '97, studente laureando di “Archeologia e Storia dell'Arte” all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Dopo aver conseguito una laurea triennale in “Beni Culturali e Discipline delle Arti e dello Spettacolo” all’Università degli Studi di Salerno, e pubblicato “Paolo Barca e la frantumazione della logica cerebrale umana”, un saggio di cinema sul regista Mogherini, ha maturato esperienze in svariati campi: dalla pubblicazione di articoli per un blog e una redazione online, a quella di filmati su YouTube e pagine Facebook; dalla partecipazione come interprete in spettacoli teatrali e cortometraggi, all’attivismo associativo per la cultura e l’ambiente. Di recente anche conduttore web-televisivo (un tempo radiofonico), è da sempre specializzato in recensioni di film. Curerà la rubrica “Il Cinema secondo Liguori”

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