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Van Gogh: omaggio a 170 anni dalla nascita

Cade oggi, in data 30 marzo, il compleanno di uno dei più grandi pittori al mondo: Vincent Van Gogh, un artista geniale e tormentato che con la sua arte ha saputo regalarci dei veri e propri capolavori.

Tutti ne conosciamo le opere più famose come “Notte stellata” o “I Girasoli”, ma in pochi forse conosceranno alcuni lavori meno celebri, ma, tuttavia, altrettanto suggestivi e straordinari. Van Gogh, fin dagli esordi della sua attività artistica, fu sempre affascinato dal mondo dei contadini e dal loro umile lavoro nei campi; infatti, egli prese spunto sulla vita bucolica dal pittore Millet, del quale apprezzò le opere. “Seminatore al tramonto” fu realizzato in Provenza nel 1888 e ha come protagonista un contadino intento a svolgere il suo lavoro; quest’ultimo, però, non è al centro del dipinto, bensì è spostato lateralmente per dare spazio ad un sole che con i suoi colori accesi sembra quasi uscire dal quadro.

Van Gogh utilizza due colori principali in contrasto cromatico: il giallo, normalmente usato per dipingere il grano, qui viene utilizzato per rappresentare il sole che dà energia e forza, indispensabile per la semina del campo; il blu/viola, con il quale si è soliti dipingere il cielo, viene invece usato per rappresentare il campo e i vestiti del contadino al fine di intensificare il legame che li unisce. L’opera diventa un simbolo di celebrazione dell’amore del pittore olandese verso la natura e il mondo agreste.

Seminatore al tramonto

Van Gogh, fin dagli esordi della sua attività artistica, fu sempre affascinato dal mondo dei contadini e dal loro umile lavoro nei campi; infatti, egli prese spunto sulla vita bucolica dal pittore Millet, del quale apprezzò le opere. “Seminatore al tramonto” fu realizzato in Provenza nel 1888 e ha come protagonista un contadino intento a svolgere il suo lavoro; quest’ultimo, però, non è al centro del dipinto, bensì è spostato lateralmente per dare spazio ad un sole che con i suoi colori accesi sembra quasi uscire dal quadro.

Van Gogh utilizza due colori principali in contrasto cromatico: il giallo, normalmente usato per dipingere il grano, qui viene utilizzato per rappresentare il sole che dà energia e forza, indispensabile per la semina del campo; il blu/viola, con il quale si è soliti dipingere il cielo, viene invece usato per rappresentare il campo e i vestiti del contadino al fine di intensificare il legame che li unisce. L’opera diventa un simbolo di celebrazione dell’amore del pittore olandese verso la natura e il mondo agreste.

Campo di grano sotto nubi temporalesche

“Campo di grano sotto nubi temporalesche” è un dipinto a olio su tela del 1890 poco conosciuto: fa parte di uno dei numerosi quadri sui campi di grano che egli realizzò ad Auvers-sur-Oise. Qui il quadro sembra quasi essere diviso in due da una linea orizzontale: in alto abbiamo un cielo di un blu scuro con delle sfumature a tratti più chiare e a tratti bianche, mentre, in basso, un campo dipinto con varie tonalità di verde. In questa versione del campo Van Gogh rappresenta un paesaggio quasi immobile sotto un cielo che sembra essere presagio di un temporale imminente, probabilmente rappresentativo dello stato d’animo del pittore che, attraverso la sua pittura, cercava di trasmettere la sua irrequietezza e il suo travaglio interiore.

La vigna rossa

“La vigna rossa” è un dipinto del 1888, probabilmente l’unico che l’artista riuscì a vendere quando era in vita. Infatti fu acquistato dalla sorella di un amico di Van Gogh, la pittrice impressionista Anna Boch. Qui viene rappresentato un momento della vendemmia nella campagna di Arles, dove l’artista visse per un periodo; la particolarità è rappresentata dal fatto che egli non dipinse dal vivo, come la maggior parte degli impressionisti, ma raffigurò un suo ricordo di quelle giornate. Emergono i tipici colori autunnali e in particolare il contrasto tra il colore giallo del cielo e il viola che dissemina il campo. Sulla destra appare un sentiero bagnato, simbolo dell’umidità autunnale che, se non fosse per la figura sullo sfondo, potrebbe ingannare e far pensare a un fiume. Van Gogh non si sofferma sui particolari dei volti dei personaggi o degli oggetti circostanti, ma il suo obiettivo è quello di dare maggiore risalto ai colori attraverso intense pennellate e contrasti cromatici.

Natura morta: vaso con rose rosa

“Natura morta: vaso con rose rosa” è un dipinto olio su tela del 1890. Van Gogh realizzò l’opera poco prima di lasciare la clinica di Saint-Rémy: un periodo in cui i fiori furono il suo principale soggetto artistico, dipingendo numerose nature morte. Questo particolare soggetto può essere visto come simbolo di rinascita e di ottimismo. Egli stesso denomina l’opera con all’interno l’aggettivo “rosa” (riferito al colore dei fiori), tonalità che risulta poco visibile nel dipinto. Purtroppo la causa di questo “paradosso” è dovuta al processo di sbiadimento delle sostanze usate dall’artista, che non hanno conservato il colore intatto. Tuttavia, la bellezza dell’opera risulta invariata.

Queste sono solo alcune delle numerose opere dell’artista olandese che incarna perfettamente il binomio tra genialità e follia. Proprio questa dualità, infatti, ha contribuito a renderlo uno dei più grandi pittori mai esistiti e di cui si continua ad ammirarne i capolavori.

di Ilenia Scermino

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