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Conversazione con Francesca Bella, l’attrice che in nome della Bellezza non lascia appassire la sua Terra

“Puoi fare del buon cinema se hai fatto del teatro, ma se nel frattempo te lo dimentichi”

-Francesca Bella, attrice e danzaterapeuta.

Profondamente innamorata della sua Acireale, e più in generale della Sicilia, ne riconosce le brutture, le carenze, le difficoltà, ma nel suo piccolo contribuisce a preservarne la Bellezza: perché di Arte l’attrice Francesca Bella se ne intende eccome!

Infatti, oltre alla recitazione si occupa di danzaterapia e può annoverare nel suo bagaglio culturale anche esperienze di regia a teatro con i piccoli a scuola.

Perché è un’artista vera, pura, che sa stare tra la gente, regalando sorrisi e dolcezza anche nel film in uscita il prossimo 15 Settembre: Un mondo sotto social, firmato dai registi Claudio Casisa e Annandrea Vitrano, insomma, da I Soldi Spicci!

Che rapporto hai con la tua meravigliosa Regione Sicilia, terra di sole, arte e natura?

«Io la amo la mia Terra. Purtroppo non sempre si riesce a valorizzare la Sicilia, la sporcizia non manca. È una pecca di alcuni che ci vivono. Forse molti non si rendono conto del valore e della bellezza della mia terra, ed è per questo che tendono a sporcarla. Per me è una fortuna essere dove sono».

Tu ti sei presa cura della bellezza esteriore della tua terra, ma anche di quella interiore, fatta di Arte allo stato puro. Intanto, cosa ci vuoi svelare della divertente commedia che prende in giro gli influencer che uscirà a Settembre?

«Grazie innanzitutto. Un mondo sotto social annovera pure una bella canzoncina dal titolo Senza filtri, di cui è già uscito il videoclip. Il 22 e 23 Agosto uscirà l’anteprima del film. Sul set ho conosciuto delle persone bellissime, umane e simpatiche. Ho incontrato persone sempre disponibili. È stato un dono conoscere I Soldi Spicci. Interpreto un personaggio simpatico che mi ha fatto morire dal ridere. Mi sono divertita tanto con questo film, abbiamo fatto anche delle scene pazze (ride)».

Quando hai sentito per la prima volta l’esigenza di nutrirti di Bellezza?

«L’Arte è stata sempre una mia grande passione, insieme alla lettura. La mia maestra mi diceva che i libri sono dei tesori, dal momento che più leggi più scopri cose nuove. Dalla lettura mi sono avvicinata al teatro, frequentando un laboratorio al Liceo Classico. Il master in Comunicazione e Linguaggi non verbali mi ha dato la possibilità di conoscere la danzaterapia, un’altra forma di Bellezza della quale mi nutro. La pratico e la coniugo spesso con il Teatro. Con la danzaterapia io parlo di Teatro in Danza: l’una vive nell’altra e comunica con l’altra. Ho la fortuna di lavorare con i bambini e con i ragazzi nell’associazione Arti in Musical: è un bel viaggio!».

In che modo è terapeutica la danza? In che modo aiuta a vivere meglio?

«Innanzitutto è diversa dalla danza classica e dalla danza moderna. In quei casi devi riprodurre dei passi che ti vengono insegnati. Nella danza creativa di danzaterapia di Maria Fux c’è qualcosa di innovativo che consente la creatività e la libera espressione di ognuno attraverso la musica, per cui non si danno dei passi di danza prestabiliti, si ascolta la musica e ognuno esplora il movimento così come vuole. Non c’è competizione, non si sbaglia: al massimo si migliora sempre. È terapeutica perché fa stare bene semplicemente: così si sciolgono i nodi del corpo».

La scrittura che da sempre ti appassiona ti ha dato un imprinting anche per le tue prove di regia?

«Ho diretto dei piccoli spettacoli per bambini e ragazzi. Io e la mia collega Dania Lentini abbiamo scritto delle favole interattive, degli spettacoli interattivi di Teatro in Danza, interattivi nel senso che poi davvero i bambini danzano con noi. I bambini assistevano allo spettacolo ma partecipavano attivamente. È bello condividere con chi sarà il nostro futuro momenti così belli pienamente».

Il Teatro ufficialmente nelle scuole dev’essere il passo successivo, e pare che per fortuna ci stiamo arrivando.

«È fondamentale, perché il Teatro permette di ascoltarsi e conoscersi, ma soprattutto di interagire con l’altro».

Parlami del tuo debutto al cinema ne La matassa di Ficarra & Picone. 

«Il ruolo non era così importante, ma è stata un’esperienza fondamentale quella che ho vissuto per questo set, perché ho avuto la possibilità di conoscere questo meraviglioso mondo della settima arte e tutta la sua macchina pazzesca. A me diverte troppo star a guardare le maestranze a lavoro su un set. È lì che sono al massimo della mia felicità. Salvo e Valentino sono due persone eccezionali e a loro voglio un bene immenso».

Tuttapposto di Gianni Costantino e con Roberto Lipari è l’altra pellicola in cui hai partecipato. Senti di dire che è tutto vero quel che il film fa vedere sull’Università di Catania, soprattutto a proposito del cosiddetto baronaggio?

«Tante situazioni sono reali. Serviva un’attrice che rispondesse non con la voce, ma con delle particolari espressioni mimico-facciali. La mia è stata un’apparizione, coronata comunque da una bellissima esperienza».

Alla luce delle tue partecipazioni cinematografiche ma anche teatrali, mi sapresti dire a parole tue la sostanziale differenza tra le due forme d’arte sempre in conflitto, ma con armonia?

«In entrambe le arti c’è la ricerca della verità, dell’autenticità e del sentire vero. Tuttavia, chi ha fatto molto teatro e poi va a recitare in un film deve dimenticarlo un po’, perché il modo di recitare davanti a una camera da presa è diverso. Se nel teatro devi tirare fuori, per colmare la distanza col pubblico, quello che hai dentro, quando sei davanti a una camera devi provare a tenere tutto dentro, perché la camera ti legge tutte le emozioni».    

Tornando al teatro, ci vuoi svelare qualche novità?

«Vi aspetto il 12 e 18 Agosto a Zafferana e a Fleri, in provincia di Catania e ai piedi dell’Etna. Metteremo in scena La leggenda del re pescatore, un riadattamento teatrale dell’omonimo film. Reciteremo all’aperto in questi luoghi, per meglio valorizzarli».

Complimenti per l’iniziativa. Ti saluto senza lasciarti, augurandoti il meglio: a risentirci, con affetto!

«Sei gentilissimo, grazie a te per tutto!».

Ringraziamo l’attrice per averci fornito personalmente le foto. Per saperne di più clicca sulla conversazione in diretta ai seguenti link:

https://fb.watch/elc5kw30Vn/

© IL QUOTIDIANO ONLINE • 2022 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Christian Liguori

Classe '97, studente laureando di “Archeologia e Storia dell'Arte” all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Dopo aver conseguito una laurea triennale in “Beni Culturali e Discipline delle Arti e dello Spettacolo” all’Università degli Studi di Salerno, e pubblicato “Paolo Barca e la frantumazione della logica cerebrale umana”, un saggio di cinema sul regista Mogherini, ha maturato esperienze in svariati campi: dalla pubblicazione di articoli per un blog e una redazione online, a quella di filmati su YouTube e pagine Facebook; dalla partecipazione come interprete in spettacoli teatrali e cortometraggi, all’attivismo associativo per la cultura e l’ambiente. Di recente anche conduttore web-televisivo (un tempo radiofonico), è da sempre specializzato in recensioni di film. Curerà la rubrica “Il Cinema secondo Liguori”

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