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Il Natale nell’arte: dipinti a tema natalizio in forma non canonica

Il Natale è stato spesso al centro di numerose opere d’arte; infatti, diversi sono stati gli artisti che hanno scelto di rappresentare questo tema. Alcuni di questi come Caravaggio, Da Vinci, Botticelli, Giotto hanno scelto di rappresentare la Natività, quale concetto puramente cristiano, focalizzandosi sulla nascita di Cristo. Altri, però, hanno utilizzato gli elementi della propria arte per rappresentare il Natale in una forma non canonica

Tra i grandi artisti che hanno scelto di rappresentare il Natale nelle loro opere vi è il padre dell’astrattismo Vasilij Kandinskij con “Arabisches III (mit krug)”. Qui la Natività viene espressa attraverso un’arte astratta, indefinita, fatta di linee e forme irreali, tipiche del pittore russo. Ciò che arriva è un messaggio maggiormente metafisico e spirituale.

In questo dipinto dal titolo “Natività” è possibile intravedere tutta la forma artistica di Chagall: tratti semplici, colori accesi, linee fluide e morbide. Egli era di origine ebraica e spesso nelle sue opere ricorrono elementi religiosi; in particolare, la Bibbia fu uno degli elementi più ricorrenti dei suoi dipinti.

Gauguin in quest’opera intitolata “Ia Orana Maria” dipinge una giovane donna tahitiana con sulle spalle un bambino, rappresentanti, appunto, la Vergine e il Bambino. Egli raffigura temi cristiani in un contesto nuovo, ovvero quello di Tahiti; si riconoscono, infatti, due donne tipiche della tradizione polinesiana con vesti locali, una natura tropicale e rigogliosa ma allo stesso tempo richiami al cristianesimo come l’angelo che accompagna le due donne o le aureole che circondano la Vergine e il Bambino. Gauguin, quindi, qui rappresenta un connubio tra il mondo orientale e quello occidentale.

Salvator Dalì realizzò ben 19 bigliettini di Natale tra il 1958 e il 1976 per la ditta farmaceutica Hoechst Iberica di Barcellona, i quali sarebbero stati inviati a medici e farmacisti spagnoli. Egli rappresentò la festività natalizia non adempiendo alle solite immagini cristiane canoniche, ma utilizzando il surrealismo della sua pittura: troviamo infatti colori, accostamenti, linee non sempre apparentemente collegati tra loro. Questa immagine in particolare fu utilizzata anche per la copertina della rivista Vogue: viene rappresentato un paesaggio natalizio con degli alberi, due dei quali illuminati da una stella, mentre al di sotto di essi si trovano vari oggetti che definiscono una figura femminile.

Un’altra rappresentazione è quella del “Presepe” del 1959: qui troviamo schizzi, colori e linee che sembrano delineare la Sacra Famiglia. Mentre altri dei 19 bigliettini sono quello del 1958, in cui Dalì dipinse un albero con delle ali di angelo al posto dei rami, oppure quello del 1960, in cui si ispirò a Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes.

Questi sono solo alcuni dei dipinti che hanno come tema il Natale attraverso una versione meno canonica e che hanno contribuito alla celebrazione di questa festività.


Le immagini sono state riprese dai siti: www.artonweb.it, www.spettakolo.it, www.wikipedia.it, www.arte.icrewplay.com.

© IL QUOTIDIANO ONLINE • 2023 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Ilenia Scermino

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Claustrofobico continuamente in tensione. Dal bianco e nero al colore, dal film nel film al lungometraggio stesso.

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