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Il limone di Paestum

“Si nu limon” (tipico appellativo nostrano)

Non solo mozzarella e carciofi, Paestum è un territorio così fertile e produttivo in grado di “ospitare” con ottimi risultati anche l’agrume per eccellenza: il limone.

Viste le sue innumerevoli proprietà, il limone è ormai considerato un vero e proprio farmaco naturale. Il suo succo, infatti, garantisce all’organismo una serie di benefici tra cui un’azione purificatrice e fluidificante del sangue, batteriologica, dissetante, rinfrescante, digestiva, ipotensiva. Inoltre il limone è ricco di Vitamina C (utile per innalzare le barriere del sistema immunitario) e ne contiene in quantità superiori anche a quelle dell’arancia.

Colui che ha creduto fortemente in questo agrume è Daniele Alessio, giovane imprenditore agricolo di Paestum, il quale ha deciso di fondare un’azienda di coltivazione e trasformazione di limoni.

Daniele Alessio

È la prima volta che sento parlare del “Limone di Paestum”
«Il territorio di Capaccio-Paestum è molto vasto, caratterizzato dal mare, dalla pianura, dalla collina e dalla bellezza dei templi. Ed proprio qui che nasce la mia azienda agricola che si occupa di produzione di limoni e della sua trasformazione in limoncello artigianale e marmellata. Ho deciso di piantare numerosi limoneti (attualmente in conversione biologica) che trovano la fonte della loro crescita in un terreno dalle grandi qualità agrarie. I limoni che derivano da tali piantagioni sono di elevatissima qualità. Paestum è una terra magica».

Quale varietà di limone hai deciso di coltivare?
«Ho scelto di piantare il limone “Femminello Zagara Bianca”, il quale possiede numerosi antiossidanti (tra cui i flavonoidi) i quali risultano fondamentali nel prevenire tumori e malattie cardiovascolari. Non è abitudine sentir dire “il limone di Paestum”, per questo ho scelto di credere nella mia terra e di creare un vero e proprio brand.
La varietà di questo limone è ottimo per produrre un limoncello naturale, senza aggiunta di conservanti.
Non solo, anche le marmellate sono eccezionali, fatte semplicemente con succo di limone e zucchero.

Nessun conservante, solo pectina naturale che questo agrume la possiede da sé».

Vogliamo chiarire la differenza tra marmellata e confettura?
«Molte persone utilizzano questi due termini come sinonimi, in realtà si tratta di due prodotti originariamente differenti.
La marmellata è una conserva a base di agrumi e zucchero, dove i frutti compongono almeno il 20% del peso totale del preparato. La confettura invece è una conserva preparata con qualsiasi altro frutto, che non sia un agrume. Quindi si dice marmellata quando ci sono agrumi (limone, arancia, cedro, mandarino etc…) mentre confettura quando sono presenti frutti che non sono agrumi come ad esempio le albicocche, ciliegie, pesche etc..
.».


Questo giovane e capace imprenditore ha gettato le basi per valorizzare un altro prodotto della nostra terra e cultura. E ricordatevi: se vi apostrofano come “un limone” vi stanno facendo, in realtà e senza saperlo, un complimento perché si tratta di un agrume dalle mille proprietà benefiche e pregevoli.


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di Sergio Claudini

Classe 2000. Dopo aver conseguito la maturità classica al Liceo Classico “G. B. Vico” di Nocera Inferiore, nel 2019 si iscrive alla facoltà di “Scienze dei Beni Culturali”, indirizzo archeologico, all’Università degli Studi di Salerno. L’amore verso l’arte e la bellezza in generale, lo ha spinto fin dai banchi del liceo a coltivare diverse passioni, prime fra tutte la lettura, la scrittura e il teatro. Muove i primi passi nel campo dell’attivismo studentesco, entrando a far parte del collettivo “Nessun Esclus”. Inizia ad occuparsi dell’organizzazione di eventi per sensibilizzare sulla discriminazione di genere, ma anche manifestazioni studentesche e proteste ambientaliste, tra cui quelle organizzate da “Fridays For Future”. Un laboratorio che lo ha condotto verso nuove realtà associative, tra cui, l’associazione “Ridiamo vita al castello”. Coniuga gli impegni scolastici con quelli associativi, cavalcando l’onda di una crescente passione che tuttora lo alimenta e gli dà la grinta necessaria per indignarsi e provare a cambiare alcuni aspetti della realtà che lo circonda. Per lui, i sogni non vanno depositati sottochiave in un cassetto, anzi, devono essere realizzati. Curerà la rubrica “Noi siamo Tempesta: parola ai 2000”

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