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Leucosia, Partenope e Ligea: un canto eterno che allieta la Magna Grecia

Esistono luoghi nei quali mito, storia e leggenda si fondono, avendo come cornice panorami capaci di lasciare senza fiato i visitatori

Si racconta che ad abitare gli scogli della baia di Salerno vi erano tre sirene: Leucosia, Partenope e Ligea. Compagne di giochi di Persefone, sposa di Ade e regina dell’oltretomba, le tre sorelle vennero trasformate in sirene da Demetra, madre di Persefone, come punizione per non aver cercato di impedire il ratto della figlia da parte di Ade.

Trovato riparo sugli scogli della costa tirrenica, divennero ben presto un enorme pericolo per i marinai. Con la dolcezza del loro canto, infatti, ammaliavano i naviganti, facendo perder loro il controllo delle imbarcazioni, tanto da naufragare e venir spesso divorati dagli enormi pesci degli abissi.

Secondo la tradizione presente nelle Argonautiche orfiche, Partenope, Ligea e Leucosia, vinte nel canto da Orfeo, per la disperazione si gettarono in mare essendo in seguito trasformate in scogli.

Nelle Argonautiche di Apollonio Rodio e nell’opera del poeta ellenistico Licofrone, invece, si racconta che la loro morte sia da attribuirsi all’insensibilità di Odisseo, che, riuscito a resistere al loro canto grazie ai consigli della maga Circe, provocò in loro un grande dolore tanto da indurle a gettarsi in mare lanciandosi da un’alta rupe.

Partenope, come racconta il mito legato alla fondazione di Napoli, finì alle foci del fiume Sebeto, dove i Cumani fonderanno Neapolis. Ligea arrivò alle coste calabresi nei pressi di Terina.

Il corpo di Leucosia, invece, emerse dalle acque del golfo di Poseidonia (Paestum), dando il nome ad un’isoletta nei pressi di quella città, Punta Licosa, punta estrema del golfo di Salerno. Lì dove Leucosia si arenò, in ricordo di essa, ogni anno si tengono i Concerti sull’acqua.

Passeggiando nei luoghi ad esse dedicati, pare ancora di udire in lontananza il loro lamento.

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di Marianna Sorrentino

Classe '92. Divoratrice di libri e grafomane sin dalla tenera età. Classicista per formazione e per vocazione. Ama scoprire ed interessarsi a qualsiasi cosa riguardi la Letteratura, l’Arte ed i Mezzi Comunicativi. È un insieme di paradossi. Vulcanica, Riflessiva, ma anche Impulsiva. L'ironia ed il sarcasmo con cui “castigat ridendo mores” sono impressi nel suo DNA ed ama usarli per esprimere le sue idee rendendole leggere, ma nello stesso tempo pungenti. Curerà la rubrica “Ante Litteram”

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