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I borghi devono tornare a vivere. Con eventi, arte e turismo

Brevi consigli e una best practice su come rivitalizzare i piccoli borghi

Sempre più spesso i piccoli borghi italiani soprattutto quelli del Sud vengono disabitati perché considerati scomodi e poco accessibili. Questo comporta una perdita non solo di abitanti ma anche di storia, cultura e tradizioni. Inoltre, i piccoli paesi non sono considerati attraenti per giovani in cerca di lavoro e opportunità. Quindi cosa bisogna fare per invertire la tendenza e rendere quelle comunità vive?

La risposta non è semplice e non ci sono univoche soluzioni. In molti borghi si è riusciti grazie a una forte coesione sociale e a un governo locale presente e incisivo a creare momenti di socialità che hanno dato nuova vita alle comunità e rianimato i paesi. La pratica che maggiormente viene attuata per creare occasioni di socialità sono gli eventi, soprattutto gli eventi gastronomici. Organizzare eventi unisce gli abitanti del luogo e attira visitatori dall’esterno generando sviluppo turistico. Inoltre, l’organizzazione di eventi aumenta la visibilità e la reputazione di un territorio. Devono essere organizzati eventi di promozione territoriale, che valorizzino le peculiarità culturali e artistiche del borgo senza snaturare i luoghi. Dopo aver ben definito la storia da raccontare e l’obbiettivo da raggiungere, bisogna attivare una buona campagna di marketing, soprattutto sui social network per suscitare interesse e invitare potenziali visitatori a partecipare.

Ad esempio, a Grottole, piccolo borgo del tutto spopolato in Provincia di Matera si è deciso di puntare sull’arte e sugli avvenimenti artistici. Nel 2020 è stata inaugurata la prima WonderCasa per accogliere artisti, artigiani, professionisti che vogliono trascorrere due mesi in Lucania e lasciare un progetto di sviluppo per la comunità locale su specifiche tematiche. I primi ospiti hanno lavorato su apicoltura e autocostruzione.

Non lasciamo che i nostri borghi scompaiano, diamogli una nuova vita. Cambiare senso di marcia è possibile basta organizzare eventi!

© IL QUOTIDIANO ONLINE 2022 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Sergio Claudini

Classe 2000. Dopo aver conseguito la maturità classica al Liceo Classico “G. B. Vico” di Nocera Inferiore, nel 2019 si iscrive alla facoltà di “Scienze dei Beni Culturali”, indirizzo archeologico, all’Università degli Studi di Salerno. L’amore verso l’arte e la bellezza in generale, lo ha spinto fin dai banchi del liceo a coltivare diverse passioni, prime fra tutte la lettura, la scrittura e il teatro. Muove i primi passi nel campo dell’attivismo studentesco, entrando a far parte del collettivo “Nessun Esclus”. Inizia ad occuparsi dell’organizzazione di eventi per sensibilizzare sulla discriminazione di genere, ma anche manifestazioni studentesche e proteste ambientaliste, tra cui quelle organizzate da “Fridays For Future”. Un laboratorio che lo ha condotto verso nuove realtà associative, tra cui, l’associazione “Ridiamo vita al castello”. Coniuga gli impegni scolastici con quelli associativi, cavalcando l’onda di una crescente passione che tuttora lo alimenta e gli dà la grinta necessaria per indignarsi e provare a cambiare alcuni aspetti della realtà che lo circonda. Per lui, i sogni non vanno depositati sottochiave in un cassetto, anzi, devono essere realizzati. Curerà la rubrica “Noi siamo Tempesta: parola ai 2000”

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Claustrofobico continuamente in tensione. Dal bianco e nero al colore, dal film nel film al lungometraggio stesso.

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