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Nuove scoperte sul dipinto di Vermeer: un quadro nel quadro

Portato alla luce Cupido sullo sfondo dell’opera “Donna che legge una lettera davanti la finestra”: grande sorpresa e diversa lettura del dipinto

Osservare un’opera d’arte non è solo soffermarsi sul suo valore estetico, su ciò che rapisce, che può essere il bello o il brutto, quanto piuttosto prendere coscienza dell’iter storico che il dipinto ha vissuto prima di arrivare a noi: i pentimenti dell’artista, i restauri e gli interventi postumi contribuiscono a costruire il retaggio culturale, nonché il valore storico-artistico dell’opera in sé.

A tal proposito, recente è la scoperta di uno sfondo totalmente diverso che doveva contribuire a costruire il senso dell’opera: stiamo parlando del dipinto Donna che legge una lettera davanti alla finestra di Johannes (Jan) Vermeer van Delft.

L’opera è datata 1657 e raffigura, come già il titolo annuncia, una giovane donna vestita degli abiti dell’epoca intenta a leggere una lettera alla finestra: la cura del dettaglio, il riflesso del volto, la meticolosità nel rendere il drappeggio e la tenda verde che, come un sipario si apre introducendo la parete di fondo che fino a poco tempo prima si pensava essere bianca, sono particolari incredibili che fanno del dipinto una silenziosa e ipnotica meraviglia.

Donna che legge una lettera davanti la finestra, 1657. Dettaglio

Nel corso del recente restauro, la pulitura dello sfondo dell’opera ha rivelato l’esistenza di un dipinto nel dipinto, raffigurante Cupido che calpesta delle maschere.

Secondo le ultime interpretazioni del direttore Stephan Koja della Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda (dove è conservata tuttora l’opera), il soggetto del quadro va letto in correlazione al soggetto dell’opera tutta: se prima si immaginava che la lettera fosse di carattere amoroso, adesso ne abbiamo certezza. Cupido che calpesta le maschere diventa, quindi, il messaggio di un vero amore che lotta contro l’inganno e l’ipocrisia.

Secondo le analisi scientifiche condotte a partire dal 2017, il quadro sullo sfondo è opera dello stesso artista, anche perché la figura del dio dell’amore più volte lo si ritrova in altri suoi dipinti, come per esempio Donna in piedi davanti alla spinetta (National Gallery di Londra, 1672) e Concerto interrotto (the Frick Collection, 1660).

La copertura totale del quadro di fondo, invece, sarebbe un intervento postumo del XVIII secolo.

Donna che legge una lettera davanti la finestra, 1657. Prima e dopo il restauro.

Una sensazionale esperienza” dichiara la restauratrice, Uta Neidhardt, eppure, il presentimento che vi fosse qualcos’altro sotto la vernice risale al 1979, quando attraverso indagini diagnostiche a raggi X si intravide l’immagine di un’opera diversa da quella che si conosceva allora, immaginando che il quadro di fondo fosse un pentimento dell’artista.

Come introdotto nell’incipit di questo articolo, ogni traccia del dipinto è frutto del percorso di vita dell’opera e della storia che si porta dietro. Pertanto, è bene sottolineare che non sempre è facile agire con un intervento di restauro, tantomeno con un intervento di pulitura inevitabilmente irreversibile.

La Teoria del Restauro del 1963 dello storico dell’arte Cesare Brandi, dichiara la necessità di preservare il valore tanto estetico quanto storico dell’opera d’arte, restaurando senza compromettere gli strati pittorici e conservando ogni traccia storica dell’opera in sé. Ammette, tuttavia, che ogni caso di restauro è unico, e che, pertanto, a volte si è inevitabilmente costretti a scegliere quale delle due componenti, estetico-storica, bisogna preservare maggiormente, soprattutto di fronte ad aggiunte successive che possono snaturare l’opera e occultarne la giusta lettura.

Donna in piedi alla spinetta, 1671

Come è facile notare il restauro e la pulitura di un dipinto sono attività assai difficili e ogni intervento è frutto di una attenta riflessione.

La scoperta di Cupido resta eclatante nella lettura e nella percezione diversa dell’opera di Vermeer.

Questa, sarà in esposizione alla Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda dal 10 settembre al 2 gennaio 2022: la mostra Johannes Vermeer, One Reflection, accoglierà diverse opere dell’artista e molte altre di pittori olandesi suoi contemporanei, al fine di presentare la carriera del pittore e, finalmente, Cupido al pubblico.

© IL QUOTIDIANO ONLINE • 2021 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Rosaria Esposito

Classe '96, diplomata al liceo classico "Cneo Nevio" di Santa Maria Capua Vetere (CE) e laureata in “Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali” all’Università degli Studi di Napoli Federico II. A metà tra un approccio storico-artistico ed uno economico-gestionale, costruisce una figura professionale capace di muoversi nei campi della cultura, conservazione e valorizzazione del patrimonio. Dà un respiro internazionale al suo profilo studiando a Lille, tra il 2017 e il 2018, attraverso al Programma Erasmus+. L’esperienza di tirocinio extracurriculare presso il “Pio Monte della Misericordia” a Napoli la spinge ad iscriversi, nel 2019, al corso di laurea magistrale in “Archeologia e Storia dell’Arte”. Tuttavia, non abbandona il suo interesse verso la valorizzazione e la gestione: grazie all’associazione “Napulitanata”, studia da vicino dinamiche interne volte alla promozione culturale territoriale e la programmazione degli eventi che da sempre l’affascinano. Ambiziosa e curiosa è una grande amante dei libri e dei viaggi. Per lei la lettura ha un grande valore culturale: leggere significa avere sete di conoscenza, essere aperti al mondo e non essere mai stanchi di stupirsi. Curerà la rubrica “Pillole d’Arte”

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