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Breve storia di un’Italiana: l’iconica Sophia Loren

I compleanni si trascinano sempre nella settimana quando parliamo di icone dello spettacolo a livello mondiale. Stavolta è toccato a Sophia Loren, che il 20 Settembre scorso ha compiuto la bellezza di 87 anni suonati: e non sentirli!

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Tutti la ricordiamo come napoletana, poiché lei tale si sente essendo cresciuta a Pozzuoli, ed è emblematica a tal proposito la sua massima: «Io non sono italiana, sono napoletana: è un’altra cosa».

Sophia nacque a Roma nel 1934, ed è nella Città Eterna che ha mosso i primi passi, è di essa che ha iniziato a portare i caratteri più intimi e genuini al cinema. Quel cinema degli anni Cinquanta e Sessanta, gli anni d’oro dell’Italia, ai quali poi seguì la crisi a seguito dell’esplosione del boom economico.

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Miracolo fu pure la sua bellezza, carnale e passionale, verace e genuina, spontanea come poche del suo tempo, anche perché esigua fu la minoranza di colleghe che seppero imporsi, in un’epoca fatta di “maggiorate” come lei, la Magnani, la Mangano, la Lollobrigida, ma per il resto di donne con un ruolo attoriale sempre molto marginale o di solita “ripetizione classista”.

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Sophia incarnò da subito, grazie ad un certo talento giovanile già evidente, la voglia di riscatto, la rivincita delle periferie, e non è un caso se di recente l’abbiamo vista di nuovo al cinema con un lavoro in cui ha saputo far valere, come sempre, la propria dignità scenica: instancabile, ha recitato in “La vita davanti a sé” di Ponti.

E pensare che una delle sue prime pellicole la vide recitare in modo marginale ma già tendente ad un futuro spiccar di volo: ce lo ricordiamo tutti il suo umile sorrisino in “Miseria e nobiltà” di Mattoli, insieme con Totò.

Ma era già il viso di una che non se la sarebbe mandata a dire neanche una volta, una che avrebbe sfondato lo schermo, pur non venendo premiata a quel concorso di Miss Italia che le fu comunque decisivo, poiché da allora, infatti, le porte della settima arte le sarebbero state spalancate per sempre.

Coraggio e beltà d’animo, oltre che di viso e fisico, la Loren è stata diretta dai più grandi registi del cinema italiano, come Vittorio De Sica, Ettore Scola (meraviglioso il capolavoro “Una giornata particolare”) e Mario Monicelli, ma ha recitato al fianco di altrettanti mattatori come Marcello Mastroianni, con cui fece coppia fissa per un po’.

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In duetti, trii o da sola, la Loren è la Loren, interprete di ogni genere, protagonista di quella rivoluzione chiamata commedia all’italiana, ma anche attrice di mondo di grande intensità drammatica, al punto tale da avere successo anche negli USA, diretta pure da Kramer, regista di quel capolavoro chiamato “Indovina chi viene a cena?”.

“La ciociara” di De Sica le valse l’Oscar come miglior attrice, ma nel ’91 ricevette anche quello alla Carriera: e che carriera, ha iniziato nel ’50 e ancora non ha smesso, poi tra l’altro un’icona di spettacolo anche televisiva, una doppiatrice, una donna come Sophia è già immortale!

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di Christian Liguori

Classe '97, studente laureando di “Archeologia e Storia dell'Arte” all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Dopo aver conseguito una laurea triennale in “Beni Culturali e Discipline delle Arti e dello Spettacolo” all’Università degli Studi di Salerno, e pubblicato “Paolo Barca e la frantumazione della logica cerebrale umana”, un saggio di cinema sul regista Mogherini, ha maturato esperienze in svariati campi: dalla pubblicazione di articoli per un blog e una redazione online, a quella di filmati su YouTube e pagine Facebook; dalla partecipazione come interprete in spettacoli teatrali e cortometraggi, all’attivismo associativo per la cultura e l’ambiente. Di recente anche conduttore web-televisivo (un tempo radiofonico), è da sempre specializzato in recensioni di film. Curerà la rubrica “Il Cinema secondo Liguori”

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