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Conversazione con Edi Mils e Marco Saracco, i registi italiani che portano in auge un’icona della letteratura francese

«Vogliamo che il mondo intero possa conoscere un po’ di più quel genio di Michel Houellebecq»

Edi Mils e Marco Saracco, registi cinematografici 

Michel over Nous – The Houellebecq Affair è un mediometraggio del 2003 prodotto in maniera totalmente indipendente, musicato da Morgan e co-diretto dai registi torinesi Edi Mils e Marco Saracco (prodotto da Anton Giulio Priolo della società indipendente Treetone di Roma, responsabile anche del restauro). 

Ieri al CineTeatro Maffei di Torino è stata presentata la versione restaurata di questa chicca poco conosciuta della settima arte.

Dal momento che, ormai, l’autore francese di cui si parla qui, Houellebecq appunto, è conosciutissimo e abbastanza apprezzato (tanto da essere vicino al Premio Nobel), è il caso di prendere atto anche dell’esistenza di un’opera filmica che lo celebra: perché il binomio Cinema e Letteratura è sempre vincente!   

Com’è nata in voi l’idea di girare questo documentario?

Edi: «Quando abbiamo letto i libri di quest’autore siamo rimasti sconvolti. Pertanto, abbiamo girato, esordendo così al cinema insieme, questo documentario biografico, e mi propose l’idea proprio Marco. All’epoca lo scrittore era molto più sconosciuto di oggi, per cui volevamo farlo conoscere maggiormente».

Marco: «Ringraziamo anche l’autrice Elisabetta Sgarbi per averci supportato e aiutato nella realizzazione. Quest’opera ha l’ambizione di sintetizzare la letteratura contemporanea nell’ambito della settima arte. Abbiamo intervistato intellettuali che gravitano attorno a lui, il quale purtroppo non siamo riusciti ad incontrare: all’epoca non rilasciava interviste». 

Perché avete scelto proprio quest’autore per creare?

Edi: «Lui crea un parallelismo tra il capitalismo e la vita sessuale. Dunque, afferma che come nel sistema economico vigente prevale una sfrenata libertà del mercato, tale da far arricchire alcuni e impoverire tanti altri, così avviene anche per la vita erotica: c’è chi fa tanto sesso e chi è ridotto alla sola masturbazione. Ha anticipato il fenomeno degli INCEL, sempre più preoccupante e in crescita negli USA. Si tratta di ragazzi o ragazze che non riescono a trovare un partner all’altezza dei loro standard e desideri erotico-sentimentali. Cosa fanno? Prendono un fucile e ammazzano i compagni di scuola, ad esempio».

Marco: «Ha messo in risalto questo fenomeno nel 1994 quando ancora non era diffuso, e ne ha parlato quando nessuno ne parlava. Cinque anni fa è esploso sul web». 

Come mai si arriva, secondo voi, a una tale correlazione tra economia ed erotismo? Inoltre, perché c’è questo squilibrio anche a livello sentimentale?

Edi: «Siamo influenzati troppo dai mass media».

Marco: «Siamo dominati da immagini, mere immagini di standard, imposte dal cinema stesso e dalla pubblicità. È su questo che ci fa riflettere lo scrittore. Oggi sei fuori dal gioco della competizione se non sei ricco, bello e famoso. O almeno una delle tre cose». 

Una soluzione quale potrebbe essere?

Edi: «Finora non l’ho trovata, proprio come lo scrittore. Spero non sia diventare potenti e famosi».

Marco: «No, quello è accodarsi. Bisogna lottare contro questa civiltà dell’immagine e del materialismo. Bisogna riportare l’uomo a delle situazioni in cui possa ritrovare sé stesso». 

Marco, tu oltre alla regia di cosa ti occupi?

Marco: «Sono un film-maker, realizzo video di contro-informazione e contro-cultura in un’ottica libertaria sul mio canale YouTube (the crazy marco78)». 

Tu Edi?

Edi: «Ho diretto corti con Marco, e non solo. Ho girato anche corti in inglese, che hanno partecipato, infatti, a festival internazionali. Basta digitare in rete Nulla Res e vi appariranno una serie di lavori. Ho raccontato la frustrazione sessuale, bersagliato le élite». 

E l’incontro con Morgan? Che impressione vi ha fatto?

Edi: «L’abbiamo conosciuto quando stava iniziando la sua carriera da solista. L’ho trovato un tipo tranquillo, molto diverso da come appare spesso oggi in televisione. Pare che ormai sia diventato un personaggio».

Marco: «Non si sarebbe potuta scegliere una colonna sonora migliore della sua. A quest’aspetto tenevamo particolarmente.  

Qual è il vostro sogno nel cassetto?

Edi: «Vorrei fare dei lungometraggi, visto che ho scritto diverse sceneggiature di film». 

Marco: «Il mio canale YouTube ha avuto il privilegio di mettere insieme più pezzi della mia vita avventurosa. Sono molto contento di quello che sto facendo, perché sto facendo esattamente quello che voglio fare: essere libero di dire la mia. Gaber diceva che la libertà è partecipazione, ma secondo me stiamo andando nella direzione opposta, in una sorta di dittatura globale. C’è disimpegno, tanto disimpegno e tanta ignoranza. Il mio sogno è quello d’invertire la rotta, prima che sia troppo tardi…». 

Grazie, semplicemente per la coerenza con cui portate avanti idee e progetti!

Edi e Marco: «Grazie a te Christian».

Ringraziamo ancora i due artisti per le foto forniteci.

© IL QUOTIDIANO ONLINE • 2023 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Christian Liguori

Classe '97, storico dell'arte e docente laureato in Archeologia e Storia dell'Arte all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Dopo aver pubblicato il libro “Paolo Barca e la frantumazione della logica cerebrale umana”, un saggio di cinema sul regista Mogherini, ha maturato esperienze in svariati campi: dalla pubblicazione di articoli per un blog e una redazione online, a quella di filmati su YouTube e pagine Facebook; dalla partecipazione come interprete in spettacoli teatrali e cortometraggi, all’attivismo associativo per la cultura e l’ambiente. Già conduttore web-televisivo e radiofonico, è da sempre specializzato in recensioni di film. Curerà le rubriche "Le conversazioni di Liguori" e “Il Cinema secondo Liguori”.

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