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Conversazione con Miriam Taze, giovane promessa del cinema siciliano

Non mi ritengo attrice, perché rispetto molto chi ha studiato, ma mi sono lanciata

Miriam Taze, attrice e AOSM  

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All’anagrafe Miriam Tazeghdanti ma in arte Miriam Taze: per tutti, una giovane promessa, un talento incredibile che ama lanciarsi in cose nuove e sempre stimolanti. 

Ha debuttato al cinema nella strepitosa commedia uscita lo scorso Settembre diretta dai Soldi SpicciUn mondo sotto social.

Inoltre, è un’AOSM, cioè gestisce le varie figurazioni su un set: in relazione a ciò, è estremamente convinta che anche loro facciano scena in un film, al di là dell’importanza della figura attoriale. 

Ironica e vivace, la giovane palermitana, grazie ad artisti come Ficarra e Picone, afferma di sentirsi fiera della sua identità geografica e compie gli anni domani: anche se porta male fare gli auguri prima, non è possibile non esprimere sincere felicitazioni in vista di un compleanno pressoché imminente. 

Sei attrice da poco, che effetto ti fa? 

«Ancora devo realizzare quel che m’è successo. È stato bello far parte di un cast per un film super divertente. Ho recitato con molti interpreti di spicco del cinema siciliano di oggi. È stato un po’ un parco giochi sul set, mi sono divertita tantissimo nel debuttare nel ruolo di Marzia, amica e spalla di Annandrea Vitrano. In realtà, prima di questo lungometraggio ho avuto un’altra esperienza simile…».  

Sempre nella settima arte? 

«Sì, ho fatto una serie tv, Mangiaracina Investigazioni. Nella serie diretta da Valentina Gebbia ho interpretato il ruolo di Ines, ero la co-protagonista. Anche con lei è stata un’esperienza spensierata. Il ruolo era diverso da quella che sono, ero più seria tra virgolette». 

E, sebbene non fossi divertente come in Un mondo sotto social e secondo lo spirito che ti contraddistingue, sei riuscita comunque a trovare la chiave interpretativa giusta di naturalezza? Ti sei sentita a disagio? 

«Disagio no, ma un filo di perplessità sì. Era la prima volta che stavo in camera. Interpretavo una ragazza triste, disillusa e in sedie a rotelle post incidente. La serie parla molto di Palermo e la cosa mi ha reso felice. Sono molto affezionata alla Sicilia, la mia terra, per cui non ho mai trovato il coraggio di emigrare. Sicuramente nell’essere Marzia nel film non ho dovuto subire alcuno sforzo, ero io, ero super felice anche di indossare occhiali grandi ed accessori particolari. Sono io nella vita e sono felice di essere stata premiata in fase di selezione e riprese per essere stata me stessa».

Cosa pensi in sintesi di Un mondo sotto social?

«Regala leggerezza ed è un film che riesce nel suo intento. Esistono vari modi per far arrivare un messaggio, ma sono convinta che in un periodo in cui siamo stati appesantiti dalla questione pandemica, dalla guerra e da un’ulteriore crisi economica, riuscire a trasmettere con il sorriso non è semplice. Anche per questo sono felice di aver preso parte a questo lungometraggio. La vita con i social non è facile, li usiamo tanto, ma uscire dalla sala dopo la visione di questo lavoro può indurre a una riflessione, soprattutto sul fatto che mostriamo tutto quello che facciamo per dimostrare, perdendo di vista l’autenticità. Inoltre, il segreto della buona riuscita secondo me è anche nell’attrazione di un pubblico molto vasto: da grandi a piccini».

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In effetti i social ci riguardano tutti ormai. Ma la recitazione esattamente quando ha fatto breccia nel tuo cuore? 

«Io sono una persona che si butta nelle cose. La passione per la recitazione parte da una prova, dalla mia voglia di mettermi in gioco e si sta radicando pian piano. Ho sempre avuto, però, la curiosità di avvicinarmi al mondo dello spettacolo. Al liceo, ad esempio, mi piaceva cantare. Dopo il film che ho fatto ho preso qualche lezione per approfondire l’affascinante mondo della recitazione. Inoltre, anche se devo ancora un po’ sondare il terreno del Teatro, mi piacerebbe farlo».

Sei spontanea, e quindi brava, un talento! Quando ti ho vista nel film ero convinto che avessi già fatto altre pellicole. In bocca al lupo per tutti i tuoi progetti futuri, per me sei già attrice, poiché sei sulla strada giusta: non smarrirla! 

«Grazie Christian e viva il lupo, grazie davvero!».

Grazie all’intervistata anche per averci fornito alcune delle fotografie. 

Per saperne di più, clicca ai due link sulla conversazione: 

https://fb.watch/g2TxTTLHTt/

© IL QUOTIDIANO ONLINE • 2022 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Christian Liguori

Classe '97, studente laureando di “Archeologia e Storia dell'Arte” all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Dopo aver conseguito una laurea triennale in “Beni Culturali e Discipline delle Arti e dello Spettacolo” all’Università degli Studi di Salerno, e pubblicato “Paolo Barca e la frantumazione della logica cerebrale umana”, un saggio di cinema sul regista Mogherini, ha maturato esperienze in svariati campi: dalla pubblicazione di articoli per un blog e una redazione online, a quella di filmati su YouTube e pagine Facebook; dalla partecipazione come interprete in spettacoli teatrali e cortometraggi, all’attivismo associativo per la cultura e l’ambiente. Di recente anche conduttore web-televisivo (un tempo radiofonico), è da sempre specializzato in recensioni di film. Curerà la rubrica “Il Cinema secondo Liguori”

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