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Quel parco che è uno dei più belli del Mezzogiorno e non sa di esserlo

Nel cuore della Valle del Sele e al confine con l’Alta Irpinia, su una terrazza dell’Appennino Campano, si staglia Valva. La cittadina è posizionata strategicamente lungo un’arteria stradale che nell’Ottocento univa Eboli alla cittadina lucana di Atella: la Via del Grano. Questo collegamento fu voluto da re Ferdinando IV di Borbone proprio su proposta del Marchese di Valva, alla fine del Settecento.

© Foto di Francesco Maria Di Guida

Oltre a questo importante retaggio, Giuseppe Maria Valva regalò alla sua terra un progetto di costruzione straordinario: Villa D’Ayala. Su Piazza della Rimembranza, la principale del paese, affaccia il portone per accedere all’immenso giardino. Circa 18 ettari di verde, costellati da numerose fontane e statue dal sapore neoclassico, catturano il visitatore, conducendolo in salita fino al Teatrino di verzura, un anfiteatro naturale costituito da siepi di bosso da cui spuntano diversi busti in marmo, spettatori di uno spettacolo oltre il tempo e oltre lo spazio. Per i più curiosi sarà interessante notare il ricco sistema di caverne e canali per l’approvvigionamento idrico e una mostra fotografica dedicata al sisma del 1980.

La passeggiata nel parco si conclude presso un armonioso emiciclo di statue, tra cui spiccano le Tre Grazie di canoviana memoria. Di fronte, attraverso un arco al centro di una struttura muraria merlata, si apre alla vista un grazioso giardino all’italiana, ricamato di vialetti e siepi, che accompagna fino all’armonioso edificio eretto dalla famiglia D’Ayala Valva, su cui spicca la Torre Normanna. La cucina, la sala delle armi, la cappella, l’appartamento padronale con un salone affrescato e un imponente camino: tra le stanze rimbomba la potenza della famiglia, si immagina la magnificenza del passato, si gode del tesoro del presente.

Attualmente la villa appartiene all’Ordine dei Cavalieri di Malta ed è visitabile il sabato e la domenica.

Clicca qui per visionare il video che ritrae la Villa e il Parco attraverso gli occhi di Massimo Gugliucciello e realizzato per TurismoSele.

© Foto di Elvira Emily Calò dal reportage fotografico “Ignote bellezze” per il Rotaract Campagna Valle del Sele e dalla mostra fotografica “Emiciclo della bellezza” presso il Convento Aperto – R-Accogliamo Cooperativa Agricola Sociale

© IL QUOTIDIANO ONLINE • 2021 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Rosa Elefante

Studentessa non ancora esaurita, idealista non ancora disillusa, sognatrice non ancora sveglia. Curerà la rubrica “Sentieri, Storie e Territori”

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2 commenti

  1. È sempre piacevole e interessante leggere questi articoli.

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