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Dagli Astragali al Craps: il gioco dei dadi nei secoli

Diffuso in tutto il mondo, il Gioco dei Dadi è un passatempo che accompagna l’uomo fin dall’antichità.
Sofocle riteneva che tale gioco fosse stato inventato da Palmede, un astuto condottiero greco, durante la guerra di Troia, mentre Erodoto ne attribuiva l’invenzione ai popoli della Lidia.
Con una forma ed uno scopo diverso da quello a noi conosciuto, numerosi reperti archeologici hanno dimostrato che i dadi fossero utilizzati già nel V millennio. Lo dimostra il ritrovamento in una tomba degli Astragali, piccoli ossicini di forma cuboide utilizzati per prevedere il futuro.


A dedicarsi a quest’attività divinatoria, inizialmente, furono i faraoni, ma ben presto quest’uso si estese a tutta la popolazione. Aveva un grande fascino scoprire, tramite l’esito derivante dal lancio dei dadi, le proprie sorti dopo la morte.
In epoca romana i dadi mutarono la loro funzione e ad essi si collegò il gioco di azzardo, attività a cui si appassionarono imperatori come Augusto e Giulio Cesare (non è un caso che a lui venga affidata la paternità della locuzione “Alea iacta est” cioè “Il dado è tratto“).
Strettamente connesso con Saturno e le festività a lui dedicate, i Saturnalia, il Gioco dei Dadi era lecito per i Romani solo in tale occasione. A dimostrazione della passione smodata per tale gioco in epoca romana vi sono questi dadi truccati ritrovati a Pompei nei quali si scorge all’ interno di una delle facce una piccola sfera di piombo utile a far girare il dado sempre sulla stessa faccia.
Seppur contrastato nel corso dei secoli, il fascino di tale gioco continua ad esser forte ancora tuttora, tanto che il Craps (il Gioco dei Dadi in inglese) gode del ruolo di protagonista nei casinò di tutto il mondo.

© IL QUOTIDIANO ONLINE 2021 RIPRODUZIONE RISERVATA

di Marianna Sorrentino

Classe '92. Divoratrice di libri e grafomane sin dalla tenera età. Classicista per formazione e per vocazione. Ama scoprire ed interessarsi a qualsiasi cosa riguardi la Letteratura, l’Arte ed i Mezzi Comunicativi. È un insieme di paradossi. Vulcanica, Riflessiva, ma anche Impulsiva. L'ironia ed il sarcasmo con cui “castigat ridendo mores” sono impressi nel suo DNA ed ama usarli per esprimere le sue idee rendendole leggere, ma nello stesso tempo pungenti. Curerà la rubrica “Ante Litteram”

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